Posts Tagged ‘Protesta’
Caso Mills, Berlusconi all’attacco dei giudici “Siamo in mano a una banda di talebani”
Alfano: "Legittimo chiedere la sospensione del processo", l'opposizione protesta Il premier: "Un'invenzione totale, voglio l'assoluzione piena". Anm: "Escalation intollerabile di insulti"
Caso Mills, Berlusconi all'attacco dei giudici "Siamo in mano a una banda di talebani"
Il Pd: "La gente perbene confinda nelle assoluzioni, non nelle prescrizioni"
(14:35 26/02/2010)
Caso Mills, Berlusconi all'attacco dei giudici "Siamo in mano a una banda di talebani"
Il Pd: "La gente perbene confinda nelle assoluzioni, non nelle prescrizioni"
(14:35 26/02/2010)
Si dimette la vescovo star del protestantesimo sorpresa alla guida in stato di ubriachezza
Margot Kaessmann era da pochi mesi alla guida della chiesa evangelica tedesca Celebre per le sue critiche al governo e per aver chiesto il ritiro dall'Afghanistan
Si dimette la vescovo star del protestantesimo sorpresa alla guida in stato di ubriachezza
La polizia l'aveva fermata ad Hannover perché passata col semaforo rosso ed era risultata positiva alla prima prova dell'etilometro
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
(18:03 24/02/2010)
Si dimette la vescovo star del protestantesimo sorpresa alla guida in stato di ubriachezza
La polizia l'aveva fermata ad Hannover perché passata col semaforo rosso ed era risultata positiva alla prima prova dell'etilometro
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
(18:03 24/02/2010)
FURIA DEGLI IMMIGRATI -VIDEO SACCONI: “PRONTO UN PIANO
L'obiettivo del governo, anche a fronte dei fatti di via Padova a Milano, è «attuare una robusta politica dell'integrazione che è l'altra faccia della medaglia della sicurezza». Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi a margine della presentazione dell'anno europeo della lotta alla povertà. Sacconi ha poi anticipato che «presenteremo presto il Piano nazionale per l'integrazione». Un progetto che, secondo quanto si apprende, dovrebbe essere pronto per il mese di febbraio. Sacconi ha poi spiegato che «Milano è una città accogliente» e l'episodio di guerriglia urbana che ha colpito la zona di via Padova «riguarda alcune componenti dell'immigrazione soprattutto quando si trova concentrata nei cosiddetti ghetti nelle grandi città». MARONI:« CI VUOLE INTEGRAZIONE » «Vanno espulsi i clandestini, ma non si risolve un problema come via Padova», dove «non vedo il rischio di banlieue», con «i blitz e le camionette. La soluzione non è lo stato di polizia». Lo afferma il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in una intervista al Corriere della Sera in cui, dopo lo scoppio di violenza in seguito all'omicidio dell'egiziano Azizi El Saied in via Padova a Milano sabato scorso, spiega che la soluzione è «cambiare passo nelle politiche di accoglienza e integrazione». Quella di via Padova, aggiunge il ministro, «non era una rivolta contro lo Stato» come avvenuto a Rosarno. Per questo, «non serve un'azione di forza, la parola rastrellamenti - sottolinea - non la voglio sentire: qui c'è da gestire un problema sociale». Innanzitutto, per Maroni, «nel futuro dobbiamo evitare le concentrazioni etniche in un solo quartiere». Poi, aggiunge, «c'è un modello sociale che non funziona, che va ricostruito». «Dobbiamo inventarlo - afferma - definire le condizioni per cui un extracomunitario regolare possa integrarsi davvero». Al segretario del partito democratico Pier Luigi Bersani, che ha accusato il centrodestra di aver fallito nella politica sull'immigrazione, Maroni replica: «Sarebbe facile rispondere che nel 2008 gli sbarchi a Lampedusa erano 7mila e nel 2009 li abbiamo ridotti a 3mila. Ma vorrei evitare il rimpallo delle colpe. Una classe politica - conclude - non deve usare miseramente questi temi per una campagna elettorale». MORATTI: «MAGISTRATURA COLLABORI» Gli agenti di polizia promessi dal governo arriveranno «nei prossimi giorni» e anche se non si conosce il numero esatto saranno «un contingente congruo»: il sindaco di Milano, Letizia Moratti, lo spiega a Maurizio Belpietro in un'intervista a Mattinocinque parlando dei disordini di sabato scorso in via Padova in una zona dove vive un alto numero di stranieri. Moratti pensa che si tratti di «un fenomeno non di facilissimo controllo se non con un collegamento forte fra il governo nazionale, quello locale e la società civile». Secondo il sindaco, le politiche degli anni scorsi del centrosinistra hanno «aperto »in maniera sconsiderata« all'immigrazione ma il centrodestra ha ideato »misure piu« severe come il reato di clandestinità». E in questo «mi aspetto - conclude - mi aspetto la massima collaborazione da tutte le istituzioni, anche dalla magistratura. Anche la magistratura deve collaborare per un iter procedurale che consenta l'espulsione in tempi rapidi». «L'informazione abbocca ai trucchi mediatici dei conduttori tv. È noto che la Rai ha escluso Morgan da Sanremo. Una persona che ha bisogno di cure più che di palcoscenico. Ora per produrre titoli sul Festival si avvia un ulteriore teatrino che la Rai farebbe bene a bloccare. La droga è un pericoloso veleno. Solo degli irresponsabili trasformano chi ne ha tessuto le lodi in un motivo di attrazione. Parole chiare metterebbero fine a una cinica speculazione. L'audience non è tutto». Lo dichiara Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl. LE RISSE DI PISA E ANAGNI Pisa e Anagni(una cittadina in provincia di Frosinone) sono state teatro, la notte scorsa, di scene di violenza tra immigrati. Si è trattato di risse meno gravi di quella di via Padova a Milano, ma pur sempre inquietanti perchè avvenute a Pisa in pieno centro, tra la movida del sabato sera, e ad Anagni dove è stato quasi distrutto un autogrill. Ad Anagni si sono affrontati una ventina tra romeni e albanesi, forse per una parola di troppo pronunciata nei confronti di una donna che, in compagnia di un romeno, stava prendendo un caffè al bar. Da lì la maxi rissa, una vera battaglia a colpi di bottiglie di vino che ha provocato ingenti danni agli scaffali e alle vetrine dell'autogrill. La polizia stradale di Frosinone, intervenuta con diverse pattuglie, ha sedato la rissa mentre molti dei protagonisti si allontanavano dalla zona. Sono due le persone arrestate ma sviluppi potrebbero arrivare dalla verifica dei filmati del sistema di video sorveglianza. A Pisa la rissa, che ha causato due feriti di cui uno grave, è avvenuta tra tunisini che si sono affrontati a colpi di bottiglie e cocci di vetro, nella centrale piazza Berlina meta il sabato sera di centinaia di persone che affollano i pub e i locali della zona. Poco dopo l'una la rissa ha coinvolto un gruppo di persone, due delle quali sono rimaste ferite, una in modo serio. L'uomo, ricoverato in prognosi riservata all'ospedale pisano, per un colpo ricevuto alla gola, non sarebbe però in pericolo di vita. Da chiarire le cause che hanno scatenato la zuffa avvenuta davanti a un locale, non lontano tra l'altro da una caserma dei carabinieri. Per il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, «ciò che è accaduto è un fatto che preoccupa, non il primo. Ma non va confuso con altre vicende, quale quella di Milano, che purtroppo hanno ben altro segno». «Da noi - ha aggiunto il sindaco - si tratta soprattutto di comportamenti violenti fra persone che hanno la stessa provenienza, tunisini nell'ultimo caso». EGIZIANO UCCISO, RABBIA A MILANO A poco più di 24 ore dalla rivolta della comunità nordafricana di via Padova, a Milano, nel quartiere più multietnico della città, dove sabato pomeriggio è stato assassinato un giovane egiziano, la calma è ancora lontana dall'essere ristabilita. Finiti gli scontri, ieri, dopo oltre quattro ore di danneggiamenti, oggi la tensione resta alta, e ad essa si sono aggiunte le inevitabili polemiche politiche mentre decine di pattuglie blindano il quartiere. La polizia intanto cerca di individuare i responsabili del delitto, che dovrebbero essere cinque o sei giovani sudamericani, già noti come facenti parte di una gang chiamata 'Chicagò, nata da una costola dei più noti Latin King, che si riunisce nel vicino Parco Trotter e in un palazzo nella stessa via dove abitava la vittima, Abdel Aziz El Sayed, imbianchino di 19 anni, regolare ma in attesa da quasi un anno del rinnovo del permesso di soggiorno. Alla base della lite poi degenerata nel delitto, secondo testimonianze, confermate anche da alcune dichiarazioni rilasciate in Prefettura ma non dagli investigatori, ci sarebbero degli apprezzamenti fatti alla fidanzata dell'ucciso, una giovane italiana. Mentre l'egiziano scampato all' aggressione, il principale testimone, si troverebbe nel Cie di via Corelli per essere protetto. Intanto polizia e carabinieri hanno comunicato di aver fermato i primi quattro presunti responsabili dei molti atti di vandalismo fatti ieri. Nel corso dei tafferugli sono state ribaltate 9 auto, 17 quelle danneggiate, e 5 negozi latino-americani hanno subito atti di vandalismo. Gli stranieri accompagnati in Questura dopo che la situazione era tornata alla normalità sono stati 37, tutti egiziani tranne un ivoriano (uno degli aggrediti). Ventitrè di essi sono risultati regolari sul territorio italiano e dei rimanenti, irregolari, quattro sono stati fermati con l'accusa di «devastazione e saccheggio». Si tratta di quattro egiziani, due di 27 anni, uno di 19 e uno di 32. I fermi, che adesso dovranno essere convalidati, sono stati eseguiti da Digos e Nucleo informativo dei Carabinieri, mentre le indagini sull' omicidio sono condotte dalla Squadra Mobile che ha una notevole esperienza in gang di latinos. Da più parti si è gridato al «quartiere polveriera multietnica» anche se gli investigatori non concordano su queste valutazioni allarmistiche. Il Nucleo informativo, ad esempio, valuta l'accaduto più come una reazione emotiva e sottolinea che dei 2-300 magrebini che ieri hanno animato la protesta, i più facinorosi erano solo una ventina. Ma la reazione delle forze dell'ordine schierate, per molti abitanti, è parsa tardiva. «Questi spaccavano tutto e loro rimanevano fermi», urla un negoziante straniero. E le polemiche non sono tardate ad arrivare, con il sindaco Letizia Moratti che ha promesso più uomini e i sindacati di polizia che fanno notare che «queste promesse si succedono ogni volta che accade qualcosa ma che le risorse sono state tagliate». Oggi pomeriggio anche il vice sindaco, Riccardo De Corato, è stato contestato da alcuni italiani durante un sopralluogo. «Hanno riempito di telecamere la città - dice un pasticcere - ma qui ce ne sono meno che in tutte le altre parti. Ma non era un quartiere a rischio? E i controlli nei negozi chi li deve fare?». «Ci hanno mandato i soldati - ha detto un anziano - che non sanno nemmeno cosa fare». «In pochi anni sono arrivati decine di migliaia di stranieri - ha replicato il vice sindaco - con 44 mila clandestini. Numeri difficili da gestire, anche se Milano è ben lontana dall'essere Parigi». Però ieri il clima è sembrato un pò quello delle banlieu. RISSA A BIELLA Una rissa fra immigrati marocchini si è verificata domenica a Castelletto Cervo (Biella). Dei cinque protagonisti, tre sono stati arrestati e due denunciati. Uno di loro, nella colluttazione, è stato ricoverato in ospedale per un trauma al volto con dieci giorni di prognosi. Il diverbio, in cui sono rimasti coinvolti tre uomini e due donne, è scoppiato in una strada del paese per un dissidio di carattere privato. Uno dei marocchini ha anche utilizzato una spranga di ferro.
GB, 19ENNE CAMBIA SHAMPOO E PERDE CAPELLI A CIOCCHE
Affascinata dagli spot televisivi con protagonista Myleene Klass, aveva acquistato per la prima volta uno shampoo Pantene. Ma una tragica reazione allergica le ha fatto cadere centinaia di capelli. E' accaduto in Gran Bretagna ad una 19enne, Sophie Peppercorn, segretaria di Peterborough, 130 km da Birmingham: Sophie ha acquistato lo shampoo, mai provato prima, nella speranza che i suoi capelli, come diceva lo spot, acquistassero volume e lucentezza. In realtà dopo qualche giorno, sotto la doccia, i capelli cadevano a ciocche intere, rimanendo tra le sue mani. Sophie ha raccontato la vicenda al Daily Mail: la ragazza è andata sotto choc dopo essersi accorta degli strani effetti dello shampoo, dovuti probabilmente ad una reazione allergica verso qualcuna delle sostanze contenute nel prodotto. Così ha telefonato al numero verde della Pantene per protestare, e in tutta risposta si è sentita offrire al telefono un buono spesa da 5 euro. "E' incredibile, pensavano che volessi davvero comprarne un'altra confezione", ha detto Sophie, che cercando su internet ha trovato diverse ragazze che avevano vissuto la sua stessa disavventura. "Molte hanno detto che dipende dall'SLS (sodium laureth sulfate, ndr), una sostanza già definita cancerogena da molti ricercatori - ha detto Sophie - il mio medico però ha detto che è probabile che la caduta dei miei capelli non dipendesse dallo shampoo". Tesi confermata anche dalla presidente dell'Istituto di Tricologia, Marilyn Sherlock, che ha ricordato come la caduta dei capelli nelle donne sia "tutt'altro che rara. Spesso è dovuta allo stress, al cibo e allo stile di vita, e il fatto che avvenga dopo l'uso di un prodotto è soltanto una coincidenza". Dalla Procter & Gamble, multinazionale proprietaria della Pantene, hanno fatto sapere di essere sempre interessati alla sicurezza dei loro clienti. "I prodotti Pantene sono completamente sicuri, lo dimostra il fatto che sono usati da migliaia di donne ogni giorno senza alcun pericolo". Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook
Il piano inclinato di Bologna
INVIATO A BOLOGNA
A Bologna non si sorprendono che il primo scioglimento di un consiglio comunale sia avvenuto in seguito a una liaison dangereuse. Qui sulle femmine si è sempre stati un po' fragili. I vecchi ricordano ancora, ad esempio, il corteo di protesta organizzato nel 1964 dai tifosi rossoblù per i tre punti di penalizzazione inflitti in seguito a infondate accuse di doping. Dal bar Ote ...(continua)
A Bologna non si sorprendono che il primo scioglimento di un consiglio comunale sia avvenuto in seguito a una liaison dangereuse. Qui sulle femmine si è sempre stati un po' fragili. I vecchi ricordano ancora, ad esempio, il corteo di protesta organizzato nel 1964 dai tifosi rossoblù per i tre punti di penalizzazione inflitti in seguito a infondate accuse di doping. Dal bar Ote ...(continua)
L’Aquila, i terremotati invadono la zona rossa “Non possono portarci via 700 anni di storia”
Centinaia di persone in piazza con cartelli con scritto 'Io non ridevo' e 'Riprendiamoci la nostra cittá' Forzato un posto di blocco all'altezza dei Quattro cantoni per entrare a Piazza Palazzo
L'Aquila, i terremotati invadono la zona rossa "Non possono portarci via 700 anni di storia"
Sono saliti sui cumuli di macerie urlando la propria rabbia. Ognuno ha preso una pietra
(13:16 14/02/2010)
L'Aquila, i terremotati invadono la zona rossa "Non possono portarci via 700 anni di storia"
Sono saliti sui cumuli di macerie urlando la propria rabbia. Ognuno ha preso una pietra
(13:16 14/02/2010)
Francia, la rivolta dei lavoratori Ikea
PARIGI
Lavoratori che chiedono uno stipendio migliore hanno creato disagi ai consumatori, e conseguenti danni agli affari, a una ventina di magazzini Ikea in Francia. I dipendenti hanno protestato in 22 dei 26 punti vendita del gigante svedese dell'arredamento, riuscendo a farne chiudere solo uno, in un fine settimana di shopping intenso.
La battaglia contro Ikea è cominciata una settim ...(continua)
Lavoratori che chiedono uno stipendio migliore hanno creato disagi ai consumatori, e conseguenti danni agli affari, a una ventina di magazzini Ikea in Francia. I dipendenti hanno protestato in 22 dei 26 punti vendita del gigante svedese dell'arredamento, riuscendo a farne chiudere solo uno, in un fine settimana di shopping intenso.
La battaglia contro Ikea è cominciata una settim ...(continua)
RITROVA FIGLIA COL REALITY DOPO 40 ANNI. E LA VIOLENTA
Un apparente lieto fine è diventato un dramma in Spagna, dove sta suscitando moltissime polemiche la storia dell'uomo che ha violentato la figlia ritrovata dopo quasi 40 anni grazie ad un reality show. Nel 2003 Francisco, questo il nome dell'uomo, partecipò a El Diario de Patricia, una trasmissione in onda su Antena 3 specializzata in ricongiungimenti familiari: una specie di mix tra Stranamore, C'è posta per te e Carràmba che sorpresa. L'uomo, 65 anni, non vedeva le figlie dal 1966: grazie alla trasmissione, riuscì a contattare al telefono la figlia Antonia e a fissare un appuntamento. Dopo vari incontri, però, l'affetto del padre verso la figlia sarebbe diventato perversione, e il 65enne avrebbe violentato più volte Antonia, all'epoca 38enne. L'uomo ha negato tutto, dicendo che le accuse sono nate per vendetta nei suoi confronti per la rabbia di essere stata abbandonata. Il Tribunale non è stato della stessa idea e ha condannato Francisco a sette anni di carcere. E a finire nella bufera è stata proprio la trasmissione, bersagliata di e-mail di protesta da parte dei telespettatori. "Le violenze non hanno nessun legame con il programma", ha dichiarato un portavoce di El Diario de Patricia. Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook

