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FRANE AL SUD E A LIPARI: SAN FRATELLO ”FANTASMA” -FOTO
Una tratto di oltre 500 metri è franato dalla montagna nella frazione di Quattropani, nell'isola di Lipari (Me). Dieci abitazioni sono rimaste isolate completamente. Per raggiungere le dieci famiglie bloccate sono a lavoro i vigili del fuoco, gli operai della Provincia e la protezione civile comunale. SAN FRATELLO, IL PAESE FANTASMA - Sono ancora in corso a San Fratello, il paese del messinese colpito ieri da un vasto movimento franoso, le operazioni di sgombero degli edifici realizzati nella zona di nuova espansione edilizia del paese. Secondo una prima stima sarebbero almeno 1500 le persone costrette ad abbandonare le loro abitazioni, ma il fronte della frana continua inesorabilmente ad avanzare ed il terreno ha avuto nelle ultime ore un ulteriore cedimento di circa un metro e mezzo. Il rischio, paventato anche dal sindaco Salvatore Sidoti Pinto, è che San Fratello diventi un «paese fantasma». Sul posto sono al lavoro vigili del fuoco, carabinieri ed i militari dell'esercito che hanno istituito una «zona rossa», interdetta per motivi di sicurezza anche ai residenti. L'unità di crisi del dipartimento regionale della Protezione Civile è già al lavoro nella sede del parco dei Nebrodi, dove è stato instituito un centro operativo mobile; nel pomeriggio è previsto un vertice, con i sindaci dei paesi interessati, al quale parteciperà anche il presidente della Regione Raffaele Lombardo. L'assessore regionale all'Istruzione Mario Centorrino, che stamane ha compiuto un primo sopralluogo in paese dove è stata disposta anche la chiusura delle scuole, parla di un «grave disastro». Il sindaco di San Fratello, Salvatore Sidoti Pinto, è ancora più drastico: «La situazione peggiora, la frana nella zona dello Stazzone si è allargata e a noi non che resta che pregare e sperare che il paese non scompaia». Ieri gli abitanti avevano portato in processione nella piazza principale del paese la statua del protettore, San Nicola, e il crocifisso ligneo custodito dal 1400 nella Chiesa Madre, gravemente lesionata. San Fratello, paese di circa 5 mila anime sui monti Nebrodi, a 640 metri sul mare, diede i natali anche ai nonni paterni di Bettino Craxi. Il figlio dell'ex segretario del Psi, Bobo Craxi, ha già espresso solidarietà agli abitanti, sollecitando interventi urgenti per fronteggiare l'emergenza. Nel 1922 un'altra frana aveva raso al suolo i quartieri della parte nord del paese. Questa volta lo smottamento ha colpito invece la zona Sud Est, quella di nuova espansione edilizia: in particolare i quartieri Stazzone, Riana e Fontananuova. OPERAIO MESSINESE: «HO VISTO CROLLARE LA CASA» «Stavo salendo in macchina con il mio cane quando all'improvviso lui ha abbaiato e io mi sono girato e ho visto che le mie due case venivano spostate dalla frana». Così Salvatore Scaravilli, 55 anni operaio dell'Anas, racconta «la tragedia che si è abbattuta ieri su San Fratello». Le sue abitazioni, di contrada Cappellina, sono state le prime a essere colpite dalla frana che ha interessato il paese dei Nebrodi. A distanza di sicurezza l'uomo continua ha osservare le sue case di campagna: «sembra quasi - osserva - che il movimento franoso che è continuato anche nella notte le abbia quasi raddrizzate. È una tragedia. E io sono fortunato perchè la mia casa in paese è ancora in piedi e non è una zona al momento considerata pericolosa». LE PAROLE DELL'ASSESSORE CENTORRINO «È un grave disastro». Questo il commento dell'assessore regionale all'Istruzione e alla formazione professionale, Mario Centorrino, che stamani si è recato a San Fratello per un sopralluogo nella zona colpita dalla frana che ieri ha provocato lo sgombero di gran parte delle abitazioni del paese. «Abbiamo preso atto - ha detto - che vi sono due segmenti di una grande frana: uno si muove lentamente, l'altro va progressivamente accelerando. Si tratta di una frana che risale a circa 200 anni fa e che divide il paese». Nella zona sono già presenti, per valutare la situazione e intervenire tempestivamente, un'unità operativa della protezione civile regionale, vigili urbani e tecnici della Regione. «Spero - ha proseguito l'assessore - che l'intera collettività si faccia carico di questa emergenza, perchè stiamo assistendo a scene veramente tristi, di una popolazione costretta a sfollare, cercando compostamente e disperatamente di mettere a riparo tutte le proprie cose». NEL MESSINESE 8 COMUNI SU 10 A RUSCIO FRANE Più di otto Comuni su dieci (84 per cento) della provincia di Messina si trovano su un territorio considerato a rischio per frane e alluvioni anche per effetto della progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili all'agricoltura. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla frana nella collina di San Fratello provocata dal maltempo in Sicilia dove complessivamente i comuni a rischio idrogeologico sono il 70 per cento. La situazione di Messina con ben 91 comuni a rischio è più grave rispetto alla media nazionale in Italia dove - precisa la Coldiretti - ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità. All'elevato rischio idrogeologico in Italia non è certamente estraneo il fatto che un territorio grande come due volte la regione Lombardia, per un totale di cinque milioni di ettari equivalenti, «è stato sottratto all'agricoltura che - afferma la Coldiretti - interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione di quasi il 27 per cento negli ultimi 40 anni». «Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione spesso incontrollata non è stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque ed è necessario intervenire per invertire una tendenza che - sottolinea la Coldiretti - mette a rischio la sicurezza idrogeologica del Paese». CALABRIA, 180 FRANE E 27 STRADE CHIUSE Allo stato sono 180 le frane segnalate nel territorio della sola provincia di Cosenza con 27 arterie provinciali ed ex statali precluse al transito veicolare. Si aggiorna, comunque, di ora in ora in Calabria il bollettino delle strade chiuse o percorribili a senso unico alternato per i cedimenti di terreno causati dalle piogge consistenti delle ultime ore. In molti centri i collegamenti sono garantiti solo grazie all'utilizzo di strade comunali e, in qualche caso, interpoderali. In particolare, ad essere maggioramente interessata in provincia di Cosenza è la fascia, lato Valle Crati, che va da Aiello Calabro a Roggiano. Anche la zona interna del Basso Ionio sconta numerosi disagi con chiusure a Campana, Pietrapaola, Paludi. Interessate da chiusure anche le strade dell'hinterland di Cosenza con Castiglione Cosentino, Zumpano, Rovito e San Pietro in Guarano. A causa della piena del Crati fenomeni di erosione di sede stradale vengono segnalate a Tarsia e Bisignano. Anche il torrente Annea, ingrossato per le piogge, ha creato qualche problema sulle strade a Montalto Uffugo. Nel Catanzarese, dove la ricognizione delle strade chiuse è in corso, stop al transito interessano le strade provinciali a Tiriolo, Gimigliano, per i problemi di stabilità del ponte su l fiume Corace e Guardavalle nella zona ionica del Soveratese e, in più punti, la provinciale Janò Magisano che dal capoluogo conduce nella zona della Presila, chiusa ormai da quasi venti giorni. Decine di migliaia di persone inoltre sono da ieri pomeriggio senz'acqua a Catanzaro e nell'hinterland dopo che la piena del fiume Alli che scorre a monte del capoluogo, dovuta alle forti piogge delle ultime ore, ha trascinato un tratto di acquedotto che serve la città e molti centri della fascia ionica. Le frane dovute alle piogge intense non hanno risparmiato il vibonese con la chiusura della statale 552 che da Pizzo conduce a Vibo Valentia. Disagi per allagamenti hanno riguardato i quartieri Bivona e Pennello nella frazione marina di Vibo. FRANE NEL CALABRESE Frane e smottamenti di terreno si sono verificate anche in queste ultime ore nel cosentino e del catanzarese a causa delle piogge incessanti. In alcuni casi sono state disposte evacuazioni di famiglie. A Mendicino, in provincia di Cosenza, una famiglia è stata fatta sgomberare dalla propria abitazione perchè lo stabile, in contrada Palagiano, è interessato dalla frana di un costone collinare. Ad Acri e Castiglione Cosentino i vigili del fuoco hanno raggiunto alcune abitazioni isolate a causa di smottamenti che hanno ostruito le strade. Non desta particolari preoccupazioni in queste ore il fiume Crati che è rientrato negli argini. Sotto osservazione anche il centro storico di Cosenza dove alcuni immobili potrebbero essere interessati da provvedimenti di sgombero nelle prossime ore. A Catanzaro i vigili del fuoco e i tecnici comunali tengono sotto stretta osservazione la frana tra i quartieri S.Elia e Janò, che ha provocato l'evacuazione di 40 famiglie. Si sta ora valutando la necessità di effettuare un altro sgombero a Germaneto dove è in atto una nuova frana che potrebbe rendere necessario l'allontanamento di 30 famiglie. A Gimigliano, nell'hinterland del capoluogo, dove si scontano già forti disagi per le comunicazioni stradali, dieci famiglie sono state allontanate tra la parte bassa e quella alta del paese. Allo stato i tecnici stanno effettuando tutte le verifiche del caso. Nuovi disagi anche a Tiriolo dove a fare paura è un muro di contenimento a rischio, non molto distante da alcune abitazioni. Numerosi gli allagamenti che stanno impegnando i vigili del fuoco, in particolare, a Miglierina e Falerna. CATANZARO SENZA ACQUA Decine di migliaia di persone sono da ieri pomeriggio senz'acqua a Catanzaro e nell'hinterland dopo che la piena del fiume Alli che scorre a monte del capoluogo, dovuta alle forti piogge delle ultime ore, ha trascinato un tratto di acquedotto che serve la città e molti centri della fascia ionica. La condotta idrica scorre parallela al corso d'acqua che già in queste ore è particolarmente ingrossato anche per lo scioglimento della neve che tra venerdì e sabato scorso ha imbiancato molti centri della Presila Catanzarese. La situazione si è resa particolarmente difficile per l'ospedale civile della città e per le cliniche che sono rifornite di acqua dalle autobotti della Protezione civile regionale. Al lavoro, per cercare di ripristinare il danno sulla condotta ci sono i tecnici della Sorical, la società di gestione delle risorse idriche. GRAVE LA SITUZIONE DI SAN FRATELLO «La situazione peggiora, la frana nella zona dello Stazzone si è allargata e a noi non che resta che pregare e sperare che il paese non scompaia». È il quadro della notte trascorsa a San Fratello ricostruito dal sindaco Salvatore Sidoti Pinto. Ad acuire i problemi e a creare maggiori preoccupazioni è la pioggia: sul paese dei Nebrodi è ripresa senza sosta da ieri sera, e non accenna a fermarsi. Gli abitanti rimasti senza casa, in virtù dell'ordinanza di sgombero firmata ieri dal sindaco, si sono trasferiti in abitazioni di amici e parenti. Ma il paese non è rimasto deserto. Molti hanno deciso di rimanere per seguire da vicino gli sviluppi della situazione. OGGI SOPRALLUOGO DELLA PROTEZIONE CIVILE La Giunta di governo della Sicilia si occuperà «immediatamente delle gravi emergenze relative alle frane avvenute tra ieri e oggi nei quattro comuni del Messinese: Raccuja, San Fratello, Sant'Angelo di Brolo e Tusa». La Regione, inoltre, chiederà un'ordinanza di protezione civile nazionale in favore della popolazione interessata. Oggi, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, l'assessore regionale dell'Istruzione e Formazione, Mario Centorrino, e i 40 sindaci dei Comuni dei Nebrodi effettueranno un sopralluogo nelle zone della frana e alle 16.30 si riuniranno nella sede del Parco, a Sant'Agata di Militello, per fare il punto della situazione. Il Parco è stato individuato come sede operativa dell'unità di crisi. NUOVE ORDINANZE DI SGOMBERO Si allarga a macchia d'olio la mappa del dissesto idrogeologico che, in seguito alle piogge degli ultimi giorni, sta causando disagi e danni nel Messinese: dopo la frana di ieri a San Fratello, dove è scattata l'ordinanza di sgombero per 1.500 persone, provvedimenti analoghi sono stati presi in nottata per altre 20 famiglie che abitano a Tusa, in alcune case di edilizia popolare di via Carmelo Battaglia. La zona è infatti interessata da un vasto smottamento del terreno che ha messo a repentaglio la stabilità degli edifici. Altre 20 ordinanze di sgombero, per lo stesso motivo, ieri erano state notificate anche a Sant'Angelo di Brolo. Il dipartimento regionale della Protezione Civile ha intanto attivato un'unità di crisi per monitorare costantemente la situazione. Nella zona dei Nebrodi sono numerose le strade interessate da frane e smottamenti: alcuni paesi, come Longi, sono isolati e raggiungibili solo percorrendo vecchie mulattiere. COSA E' SUCCESSO A poter raccontare cosa accadde l'8 gennaio di 88 anni fa, quando la collina venne giù travolgendo e spazzando via l'intero paese, sono rimasti in pochi. I più, a San Fratello, paese di 5000 anime nel parco dei Nebrodi, dove nacque il nonno di Bettino Craxi e noto per una razza equina antichissima, della catastrofe che rase al suolo il centro hanno sentito solo il racconto. Ma quando, dopo un nubifragio durato 48 ore, la terra, da contrada Riana, oggi ha cominciato ancora una volta a franare, la gente ha abbandonato le case ed è fuggita via lasciando un paese fantasma. Il piano degli sgomberi è partito fin dalla mattina, quando i tecnici del Comune hanno capito che la situazione era grave. Oltre 1500 persone hanno dovuto lasciare la propria abitazione anche per l'ordinanza del sindaco Salvatore Sidoti Pinto che dice: «La situazione è drammatica». «Stiamo vedendo il paese sparire - aggiunge il sindaco - la frana ha coinvolto tutto il versante nord-est di San Fratello, coinvolgendo la parte relativamente più nuova, comprese le scuole elementari e medie. Stiamo qui che guardiamo quello che accade senza potere intervenire per fare qualcosa». «I miei concittadini - prosegue - si stanno comportando con un alto senso civico e di responsabilità. Si stanno trasferendo da amici o parenti che abitano che nella zona non interessata dalla frana o in altri paesi. Siamo nelle mani di Dio...». Anche chi non ha avuto l'ordine di lasciare la propria abitazione, ha preferito fare i bagagli e rifugiarsi da amici e parenti nei centri vicini. Il ricordo della disastrosa frana che ad ottobre si è abbattuta su Messina facendo 37 morti è ancora vivo. San Fratello ora è un paese mezzo vuoto. Con la statua del santo protettore, San Nicola, e il Crocifisso portati via dalla chiesa madre, in cui si è aperta una profonda crepa, e lasciati nella piazza in una sorta di muta invocazione di protezione degli abitanti in fuga. I muri di decine di case sono segnati da profonde spaccature. La collina viene giù poco a poco a valle e alle abitazioni viene a mancare il sostengo del terreno. Il fronte della frana è raddoppiato in poche ore raggiungendo i due chilometri. «La situazione è molto allarmante», spiega il responsabile della Protezione Civile provinciale Bruno Manfrè che coordina le operazioni di soccorso. In Municipio è stato organizzato un centro di pronto intervento. Il sindaco ha chiamato a raccolta le associazioni di volontariato e fatto arrivare in paese diverse ambulanze. I sindaci dei comuni dei Nebrodi in un telegramma inviato, tra gli altri, alla presidenze del Consiglio dei ministri e della Regione Siciliana, scrivono che «l'emergenza idrogeologica nel territorio dei Nebrodi in Provincia di Messina continua ad aggravarsi» e «l'incolumità dei cittadini è gravemente minacciata». «Movimenti franosi, chiusura strade, crolli e smottamenti vari - si legge nel documento - necessitano interventi d'imperiosa urgenza, ben coordinati, delle strutture regionali e Nazionali all'uopo deputate. Richiedesi altresì presenza sul territorio vertici autorità competenti». Ma il Messinese non è l'unica area interessata dal maltempo che sta flagellando tutta la regione dove nelle ultime 12 ore, in alcune zone, sono caduti oltre 60 millimetri di pioggia. Gravissimi i danni nell'ennese, dove è stata chiusa la strada statale 117 bis nel tratto che va dallo svincolo autostradale allo svincolo per Leonforte per una frana che ha invaso la carreggiata. Allegamenti in abitazioni e in molte aziende agricole della provincia. E ancora smottamenti nel Trapanese e linee ferroviarie interrotte tra Caltanissetta e Gela, Palermo e Agrigento e Catania e Agrigento. Le Ferrovie dello Stato hanno organizzato autobus sostitutivi. STATO DI CALAMITÀ A COSENZA Numerose frane si stanno verificando in provincia di Cosenza a causa del maltempo delle ultime ore. Per fronteggiare ai disagi che si stanno verificando la Provincia di Cosenza ha attivato una unità di crisi che sta coordinando le attività. Le situazioni pi— critiche fronteggiate oggi sono state quelle relative alla frana di notevoli dimensioni che ha investito la strada provinciale per Cerisano, caratterizzata da un movimento principale profondo che ha reso necessaria l'evacuazione di un fabbricato. Un'altra frana, inoltre, ha interessato la strada per Paterno. In entrambi i casi i tecnici e le squadre della Provincia di Cosenza sono intervenuti per arginare i danni ed i disagi. Altri interventi si sono resi necessari a Roggiano Gravina, Serra d'Aiello e Malvito. Nel cosentino tutti i mezzi ed il personale addetti alla viabilità invernale stanno lavorando ininterrottamente per sgomberare le strade dalla neve ed effettuare i trattamenti antigelo. Il Presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio ha chiesto alla Regione Calabria ed al Governo la dichiarazione dello stato di calamità naturale a causa dei danni provocati dal maltempo. «Il perseverare del maltempo - ha detto Oliverio - ha creato in molte realtà situazioni di vere e proprie emergenze. Il dissesto idrogeologico ed i movimenti franosi in molti Comuni hanno determinato l'evacuazione delle famiglie dalle civili abitazioni. In numerosi casi la interruzione delle strade ha prodotto disagi con veri e propri rischi di isolamento. La dichiarazione dello stato di calamità è divenuta una oggettiva necessità per far fronte ad una situazione di emergenza». «Per quanto ci riguarda - conclude - le nostre strutture, uomini e mezzi, sono mobilitate 24 ore su 24. Tuttavia è necessario un intervento straordinario da parte dello Stato e delle strutture di Protezione Civile». TRENI BLOCCATI IN SICILIA L'eccezionale ondata di maltempo in Sicilia sta causando disagi anche alla circolazione ferroviaria. A causa di un allagamento è interrotta la linea Caltanissetta-Gela, tra le località Delia e Gela. Una frana ha invece provocato l'interruzione della linea Palermo-Agrigento, fra le stazioni di Campofranco e Acquaviva. Sempre sulla linea Palermo-Agrigento, continua l'interruzione fra le stazioni di Termini Imerese e Roccapalumba/Alia, a causa di un traliccio pericolante della società Terna; la pendenza del traliccio è dovuta allo smottamento del terreno, provocato dal maltempo. Permane, infine, anche l'interruzione tra Caltanissetta Xirbi e Imera, sulla linea Catania-Agrigento, anche in questo caso a causa di uno smottamento. Trenitalia (Gruppo FS) sta garantendo la mobilità con un servizio di autobus sostitutivi. NEVE IN PIEMONTE E LIGURIA Neve sulla autostrada A7. E' ripreso a nevicare, gia' da questa notte, sulla rete di competenza del gruppo Autostrade per l'Italia. Al momento nevica su: A6 Torino-Savona: tra Ceva e Millesimo; A7 Genova-Serravalle: tra Serravalle Scrivia e Genova Bolzaneto: A26 Genova-Gravellona Toce: tra il bivio con la A10 e Casale Monferrato sud, sulla Diramazione Predosa-Bettole, e sulla Diramazione Stroppiana-Santhia'. Sui tratti interessati dall'evento, come riferisce Autostrade per l'Italia, ''non si e' registrato nessun tipo di disagio alla circolazione grazie al piano operativo antineve attuato in collaborazione con la Polizia Stradale''. 200 SGOMBERI NEL MESSINESE Salgono a 200 le abitazioni minacciate da una grossa frana ed evacuate a San Fratello, paese del Messinese. Sgomberata anche la chiesa e gli alloggi popolari. In tutto hanno lasciato le abitazioni circa 500 persone. Sul posto è giunto il responsabile della Protezione Civile provinciale, Bruno Manfrè che ha definito la situazione »molto allarmante«. La frana, che ora ha un fronte superiore di due chilometri, sta raggiungendo il centro del paese. Le facciate di alcuni palazzi si sono riempite di crepe per il cedimento del terreno che sta scivolando a valle. Il sindaco ha radunato le associazioni di volontariato per organizzare eventuali soccorsi. Sul posto ci sono anche diverse ambulanze anche se, al momento, non ci sono feriti. Nel 1922 San Fratello è stata distrutta da una frana Una vastissima frana, causata dal maltempo delle ultime ore, si è abbattuta su San Fratello, paese che si trova alle pendici dei Nebrodi, nel Messinese. Sono oltre 60 le abitazioni evacuate. La terra ha già travolto diverse case che erano state sgomberate. Sul posto operano i carabinieri, i vigili urbani e gli uomini della Protezione Civile del Comune. Il fronte superiore della frana è di un chilometro. Ad ottobre scorso uno smottamento ha distrutto intere frazioni del comune di Messina e alcuni paesi della provincia facendo 37 vittime.La perturbazione che interessa da due giorni la Sicilia si è intensificata tanto che nelle ultime 12 ore, in alcune zone, sono caduti oltre 60 millimetri di pioggia. «Le situazioni più gravi - rileva Fabrizio Curcio, responsabile ufficio emergenze della Protezione civile - riguardano l'innalzamento del livello di alcuni fiumi, smottamenti e piccole frane, in particolare nelle province di Agrigento, Messina, Caltanissetta e Palermo». La situazione continua ad essere monitorata dalla sala operativa di via Vulpiano in stretta collaborazione con il personale della Protezione civile locale. «Le previsioni segnalano - prosegue Curcio - che la perturbazione si sposterà nelle prossime ore verso la parte orientale dell'Isola, poi sulla Calabria e la Puglia». «L'attenuazione dei fenomeni - conclude il responsabile della Protezione civile - è prevista per le prime ore di domani mattina». LE PAROLE DELL'ESPERTO L'inverno a cavallo tra il 2009 e il 2010 si ricorderà come un inverno lungo. Fino alla fine di febbraio insisteranno perturbazioni, anche se l'aria sarà meno fredda mentre, se da una parte ci si avvicina all'equinozio di primavera del 21 marzo e quindi la situazione piano piano dovrà ribaltarsi, dall'altra però si avranno ancora «episodi freddi con perturbazioni frequenti». L'analisi climatologica, e non meteorologica, è di Giampiero Maracchi, già direttore dell'Istituto di biometeorologia Ibimet del Cnr di Firenze. «Complessivamente è un inverno abbastanza persistente - ha detto Maracchi - e non un fenomeno temporaneo. Un inverno come questo arriva ogni 20-25 anni e le caratteristiche sono molto simili all'inverno dell'85». UN MORTO IN SARDEGNA La neve che ha ricoperto diversi centri della Sardegna ma soprattutto il freddo sono stati una costante nei giorni scorsi in tutta l'isola, ed il maltempo ha causato anche la morte di un barbone il cui corpo è stato trovato ormai privo di vita a Carbonia. Aveva 45 anni ed il certificato medico ha confermato la «morte per assideramento». L'uomo - ha riportato il quotidiano L'Unione Sarda - ha trascorso la notte all'aperto nel piazzale di un laboratorio per la lavorazione del marmo. A trovare il corpo ormai privo di vita sono stati alcuni operai che lavorano nello stabilimento e che hanno dato l'allarme. Inutili i tentativi di soccorrerlo, il medico ha, infatti, accertato che il decesso sarebbe avvenuto verso le 4 della notte. Il barbone viveva fra la casa dell' anziana madre ed un centro di accoglienza ma non disdegnava anche un rudere disabitato, come una vecchia scuola, dove si rifugiava. L'altra notte, forse ubriaco, avrebbe vagato nella zona sino a cercare un riparo contro il gelo nella fabbrica artigiana dove, però, è morto. Le forze dell'ordine hanno confermato la morte naturale. NUBIFRAGI NELL'ENNESE La provincia ennese è stata flagellata da una violenta pioggia che si è abbattuta incessante per oltre 18 ore. Sulla strada statale per Leonforte è straripato il fiume Manna travolgendo un gregge di pecore. Chiusa la strada statale 117 bis nel tratto che va dallo svincolo autostradale allo svincolo per Leonfrote per una frana che ha invaso la carreggiata. Al lavoro anche la Protezione Civile di Enna che sta lavorando per ripristinare la strada. Una frana ha invaso parte della strada statale 117 , Nicosia -Leonforte. Si transita con difficoltà mentre i vigili del fuoco stanno lavorando per liberare la carreggiata dal fango Allegamenti in abitazioni private e in molte aziende agricole della provincia. NEVE AL NORDOVEST È ripreso a nevicare, già da questa notte, sulla rete di competenza del gruppo Autostrade per l'Italia. Al momento nevica su: A6 Torino-Savona: tra Ceva e Millesimo; A7 Genova-Serravalle: tra Serravalle Scrivia e Genova Bolzaneto: A26 Genova-Gravellona Toce: tra il bivio con la A10 e Casale Monferrato sud, sulla Diramazione Predosa-Bettole, e sulla Diramazione Stroppiana-Santhià. Sui tratti interessati dall'evento, come riferisce Autostrade per l'Italia, «non si è registrato nessun tipo di disagio alla circolazione grazie al piano operativo antineve attuato in collaborazione con la Polizia Stradale». Autostrade invita gli automobilisti ad informarsi sulle condizioni meteo e della strada prima di partire e durante il viaggio. Inoltre, si raccomanda prudenza ai conducenti e si invitano i viaggiatori ad adottare particolari misure precauzionali: dotare il veicolo di catene a bordo o di pneumatici da neve; partire con piccoli generi di conforto a bordo in particolare se si viaggia con bambini; non ingombrare la corsia di emergenza e favorire il passaggio dei mezzi operativi e di soccorso; adeguare lo stile di guida alle condizioni della strada e mantenere le distanze di sicurezza dai mezzi che precedono; porre la massima attenzione ai messaggi dei cartelli a messaggio variabile; ascoltare Isoradio (103.3), RTL 102.5 o altre emittenti dedicate per gli aggiornamenti sulla effettiva evoluzione dei fenomeni meteorologici, al fine di poter scegliere eventuali percorsi alternativi Per ulteriori informazioni è possibile chiamare anche il Call Center di Autostrade per l'Italia al numero 840.04.21.21. attivo h24 PIOGGIA E FREDDO IN CALABRIA Pioggia e freddo intenso stanno caratterizzando il maltempo in Calabria. In Sila è ripreso a nevicare ma al momento non si segnalano problemi o disagi. La pioggia che sta interessando tutto il territorio regionale al momento non ha provocato disagi alla viabilità. Sull'autostrada Salerno - Reggio Calabria e sulle strade statali il traffico è scorrevole e non vengono segnalati problemi. La polizia stradale ha intensificato i controlli per evitare disagi alla circolazione. Destano invece preoccupazione la situazione delle frane in tutta la Calabria che, con le piogge delle ultime ore, si sta aggravando. Al momento non ci sono particolari situazioni di allarme ma la situazione è tenuta costantemente sotto controllo da parte dei vigili del fuoco e dal personale della protezione civile regionale. Sono costantemente monitorati anche i fiumi ed i corsi d'acqua presenti in tutto il territorio calabrese. A Camigliatello sta nevicando ma le strade d'accesso alla Sila sono libere e percorribili. Agli automobilisti viene consigliato di spostarsi con le catene a bordo dei propri mezzi. SICILIA, RISCHIO ALLAGAMENTI Il maltempo che da due giorni sta flagellando la Sicilia, con piogge e raffiche di vento, continua a causare disagi e danni. Il fiume Platani, uno dei corsi d' acqua più grandi dell'isola, ha rotto gli argini tra Campofranco e Milena, nel nisseno, provocando l'allagamento delle campagne circostanti. Anche il torrente Frattina nei pressi di Mezzojuso, un paese del Corleonese a venti chilometri da Palermo, è esondato. La centrale operativa del dipartimento regionale della Protezione Civile ha ricevuto nuove segnalazioni anche per quanto riguarda episodi di dissesto idrogeologico nel messinese. Dopo la frana che ieri ha colpito il comune di Raccuja, con un'ordinanza di sgombero per 15 abitazioni, un altro vasto smottamento si registra a San Fratello, sui Nebrodi. In contrada Raia la sede stradale è stata interessata da un cedimento e due case, che erano disabitate, sono state dichiarate inagibili. Infine numerosi allagamenti sono stati segnalati nel centro storico di Licata, in provincia di Agrigento.
BULLI LA PRENDONO IN GIRO DIVENTA CALVA PER STRESS
I bulli l'hanno martoriata per mesi, fino a provocarle una rara forma di alopecia derivante dallo stress. Sophie Nixon, tredicenne di Lowestoft, vicino Norwich (Gran Bretagna), ha perso tantissimi capelli, le sopracciglia e le ciglia per l'alopecia, e i suoi crudeli compagni di scuola continuano a prenderla in giro anche per questo, chiedendole se sta morendo di cancro. La bambina ha confessato tutto ai genitori dopo essere andata con loro dal medico: "Scusa mamma, non potevo dirti niente", ha detto Sophie alla madre Helen, 43 anni. La tredicenne, che ha due sorelle, Chloe di 11 anni e Amy di 17, ha raccontato al Sun del suo calvario. "Mi svegliavo e trovavo intere ciocche di capelli sul cuscino, e la mamma doveva pulire tutto. Piangevo tutti i giorni". A difendere la ragazzina sul tabloid britannico è intervenuta anche Gail Porter, star della tv britannica e vittima anch'essa dell'alopecia. "Questi ragazzi dovrebbero vergognarsi e capire che devono crescere", ha detto Gail, che ha raccontato come la sua malattia, iniziata 5 anni fa, sia derivata probabilmente dal suo divorzio. Clicca qui e diventa fan di Leggo su Facebook
FIAT, PROBLEMA VENDITE TERMINI:”PROPOSTE ESTERE”
«La produzione di Fiat potrebbe essere ottimizzata e resa più efficiente ma l'anello debole della catena resta l'ultimo, il trovare i clienti»: è quello che scrive oggi il Financial Times che dedica un articolo all'iniziativa di Fiat di rivolgersi alla scuola di management del Politecnico di Milano, assieme alla consulenza della Roland Berger, per organizzare dei corsi per i propri rivenditori colpiti dalla crisi. La Fiat, scrive il Ft, «non è l'unica tra le case automobilistiche a dover dipendere da una rete di concessionari - 5.000 in Europa - essendo proprietaria di solo l'1,5% del totale. Nella mancanza di un controllo diretto sulle vendite - si legge ancora - la Fiat sta cercando dei modi per aiutare i suoi rivenditori, molti dei quali vecchio stile costituiti da imprese familiari, a fare un passo nel futuro». Per questo il quotidiano ricorda che il gruppo torinese ha lanciato corsi intensivi di training in Italia per la propria rete di distributori e allargherà l'iniziativa anche alla Germania in maggio e al Regno Unito in giugno. «Il maggior spazio per recuperare margini sta nella rete dei rivenditori», ha detto Gianluca Spina, direttore del Politecnico di Milano. «La redditività dei concessionari è cruciale» gli ha fatto eco Elena Sacerdote che gestisce tutto il training del gruppo Fiat. «Anche se l'amministratore delegato Sergio Marchionne ha rimesso in sesto la Fiat ed è stato la mente del takeover di Chrysler, la crisi economica sta avendo i suoi costi», sottolinea infine il Financial Times ricordando tra l'altro la programmata chiusura degli impianti per due settimane. SCAJOLA:«ARRIVERANNO PROPOSTE DALL'ESTERO» «Su Termini Imerse è possibile che si vada a un invito internazionale, per avere altre proposte che portino al salvataggio dello stabilimento». È quanto rivela il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola in un'intervista a il 'Secolo XIX'. «Le manifestazioni di interesse arrivate sinora sono state spontanee - afferma il ministro - le stiamo esaminando con grande attenzione e presto avremo un quadro più preciso. Non è escluso che si possa anche fare un invito internazionale» continua quindi spiegando che la Regione Sicilia e il Governo sono pronti a investire 450 milioni. «Serviranno a migliorare le infrastrutture e a sostenere la ristrutturazione, quindi penso che ci possano essere molte imprese, anche fuori dall'Italia, interessate a insediarvisi». «È un'idea, fra le tante - spiega Scajola - che già abbiamo concretizzato per far ripartire il Paese».
G8, LA VERITÀ DI BERTOLASO: “BASTA FANGO SU DI ME”
Le telefonate dell'imprenditore toscano Riccardo Fusi della Btp (fra gli indagati) con l'onorevole Denis Verdini, oltre a una chiamata al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. I rapporti di Fabio De Santis e Angelo Balducci, entrambi arrestati, con l'imprenditore Guido Ballari, a sua volta in rapporti con il senatore Guido Viceconte e l'onorevole Mario Pepe. È quanto è riportato in un'informativa dei carabinieri del Ros di Firenze, del 15 ottobre scorso, per l'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi, come pubblicato oggi dal Corriere della Sera. Come riporta il quotidiano, sono decine le telefonate tra Fusi e Verdini: in una - 21 gennaio 2009 - il politico, riferiscono gli investigatori, si vanterebbe di aver contribuito a far nominare provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis. Il 3 marzo 2008, Fusi e Verdini parlano del «coinvolgimento in una comune operazione dell'imprenditore parmense Pizzarotti». Il 28 marzo discutono invece di un'operazione bancaria condotta sul Credito cooperativo fiorentino, di cui Verdini è presidente. Il 24 aprile del 2008, parlando della composizione del nuovo governo Berlusconi, a Fusi che chiedeva se poteva stare tranquillo Verdini risponde di sì. Ancora nell'estate 2008 Fusi sollecita a Verdini un incontro con Matteoli per discutere della scuola marescialli di Firenze. Il 5 agosto Fusi parla direttamente con Matteoli: gli chiede se «ci si può vedere un minuto». La risposta di Matteoli è negativa perchè il ministro sta per andare in vacanza: «No, io me ne vado stanotte e torno il 27 a Roma». Un capitolo dell'informativa del Ros è poi dedicato ai rapporti di De Santis e Balducci con Ballari, a sua volta in rapporti con il senatore Guido Viceconte e con l'onorevole Mario Pepe, nel quale si spiega: «Lo sviluppo investigativo consentirà di rilevare che l'on. Mario Pepe, a cui si aggiungerà anche il senatore Guido Viceconte, sono interessati nel far aggiudicare lavori pubblici all'imprenditore Guido Ballari». Gli investigatori riferiscono che fino al dicembre 2003 Ballari e Pepe comparivano nella Eurogruppo servizi. L'INTERVISTA DI BERTOLASO A REPUBBLICA «Ripeto di essere un servitore dello stato» mentre «non è un mio problema considerare che per 'statò si deve intendere l'Italia senza Berlusconì. Spiacente, è un problema del centrosinistra, non dello stato, non riuscire a fare a meno di questo presidente come collante politico». Lo afferma Guido Bertolaso in una lettera pubblicata da Repubblica con cui il capo della Protezione civile risponde alle 10 domande poste dal fondatore del quotidiano, Eugenio Scalfari. Bertolaso intende chiarire che «quando ci sono scadenze, l'unico strumento che funziona è quello della Protezione civile» che si basa su «una normativa», «comprensiva di controlli e autorità di vigilanza mai abrogate», e non su «anarchia o autorizzazione a esercitare la pirateria a nome dello stato». Sulla magistratura, Bertolaso afferma: «Credo indispensabile che esista una macchina della giustizia efficiente e responsabile. Ma non si rende un servizio all'opinione pubblica spargendo illazioni, informazioni non verificate, sospetti, teoremi di colpevolezza data perr certa quando nessun giudice si è pronunciato». E aggiunge, basta «fango». Alla domanda se le ordinanze relative ai Grandi eventi siano un modo per evitare la firma del capo dello stato eludendo così il suo controllo costituzionale, Bertolaso replica: «Il Quirinale non ha mai opposto il rifiuto o obiezioni alle leggi che consentono l'adozione di tali ordinanze». Inoltre, Bertolaso ripete che «il decreto legge non prevede affatto la trasformazione della Protezione civile in società per azioni» ma, spiega, «la spa è uno strumento tecnico in più che con l'esperienza acquisita nelle emergenze, rimette nelle mani del 'Pubblicò competenze da 'general contractor' che la pubblica amministrazione ha perso negli ultimi decenni». NELL'INCHIESTA ANCHE POLITICI DEL PDL Anche politici del Pdl nelle carte dell'inchiesta di Firenze sugli appalti della Protezione Civile. E' il 'Corriere della sera' a riportare stralci dell'informativa del Ros dei Carabinieri, sezione Anticrimine di Firenze, che il 15 ottobre scorso riferiva ai magistrati il presunto intreccio di corruzione e altri legami tra gli uomini che circolavano intorno alla Protezione civile e un gruppo di imprenditori: e dal rapporto emergono i nomi del coordinatore Pdl Denis Verdini, del ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, e dei parlamentari Pdl Mario Pepe e Guido Viceconte. In particolare, il 'Corriere' pubblica diverse conversazioni tra Verdini e Riccardo Fusi, presidente della Bpt, e tra Fusi e Matteoli. Mentre di Pepe e Viceconte il 'Corriere' riporta la sintesi dell'informativa dei Ros: "Sono interessati nel far aggiudicare lavori pubblici all'imprenditore Ballari". Ma non sono le uniche intercettazioni pubblicate oggi dai giornali. Sempre sul 'Corriere' e anche su 'Repubblica', vengono pubblicate le trascrizioni di conversazioni telefoniche del 14 dicembre 2008, tra Guido Bertolaso e il gestore del Salaria Sport Village Rossetti, e tra quest'ultimo e una ex soubrette brasiliana, Regina Profeta: si organizza un incontro, quella stessa sera, tra Bertolaso e una ragazza brasiliana di nome Monica. Secondo le intercettazioni, l'incontro avviene tra le 21,30 e le 23 circa. Durante, l'imprenditore Anemone si informa con Rossetti: "E' come se avessimo guadagnato cinquecento punti", dice con soddisfazione. Poi, 'Repubblica' riferisce di un'intercettazione tra le due donne brasiliane in cui si scenderebbe nei dettagli dell'incontro con Bertolaso: Monica assicurerebbe che il sottosegretario sarebbe rimasto "contento". Rossetti parla invece con il factotum Stefano: "Ho cercato tracce di preservativi, ma non l'ho visti". BINDI:« PRESIDENTE VENGA A RIFERIRE» «E il momento di ritirare il decreto sulla Protezione civile. Non di correggerlo. È il momento in cui Silvio Berlusconi deve venire in Parlamento a riferire che cosa è successo. È il momento di avviare una commissione parlamentare di inchiesta». È quanto chiede il presidente del Pd, Rosy Bindi, che, in un'intervista a Repubblica, spiega come sulla Protezione civile «c'è stato un grande investimento morale da parte del paese». Perciò, «si deve fare chiarezza». «Dobbiamo sapere - spiega Bindi - se il denaro pubblico è stato speso bene oppure no: quelli erano fondi per affrontare tragedie, emergenze, grandi eventi». Per questo, precisa, «il premier deve riferire in Parlamento e si deve costituire una commissione di inchiesta». Secondo Bindi, inoltre, c'è una nuova questione morale «e non solo - spiega - perchè ogni giorno un politico finisce sotto inchiesta». «La politica - afferma - deve affrontare questa realtà, non possiamo lasciare che la magistratura svolga una funzione di supplenza». IRS: «RIFARE GARE D'APPALTO» Indipendentzia Repubrica de Sardigna (Irs) ha preso posizione sui lavori per il G8 a La Maddalena, che definiscono «ennesimo esempio di malaffare italiano», chiedendo che Regione sarda e Provincia si costituiscano parte civile e che le gare d'appalto vengano rifatte in maniera trasparente. «È necessario - ha affermato Irs - che le comunità locali diventino in prima persona soggetti depositari della proprietà e del controllo su queste aree». Gli indipendentisti dell'Irs hanno invitato i sardi e gli abitanti de La Maddalena, «a riflettere se sia ancora lecito credere alle promesse di chi continua a sfruttare il nostro territorio lasciando in cambio solo inganni e disperazione». «Dopo aver investito milioni di euro per un evento mai svoltosi - ha spiegato Irs - dopo aver operato in deroga alle leggi di tutela, oggi a La Maddalena rimangono solo macerie. Alberghi di lusso che cadono a pezzi o non ultimati e aree in stato d'abbandono. È chiaro qual è il contributo che dà lo Stato italiano alla Sardegna: illusioni, sfruttamento e rapina». «ERANO SOLO MASSAGGI» «Bertolaso chiedeva sempre di Francesca perchè è specializzata nel tipo di massaggio che lui chiedeva: aveva delle problematiche alla schiena e alla cervicale». A spiegarlo al Tg1 è Tatiana Marsili, del Salaria Sport Village, il circolo sportivo romano frequentato come socio dal sottosegretario Guido Bertolaso, coinvolto nell'inchiesta sugli appalti del G8. «Francesca - spiega ancora la dipendente - è la responsabile tecnica del nostro centro estetico beauty, è lei che coordina tutto». Poi la ragazza mostra alle telecamere le cabine della fisioterapia, affermando che «quelle per i massaggi specifici sono solo due» e soffermandosi sul fatto che «le porte sono scorrevoli, senza serratura, e senza la possibilità di chiudersi dall'interno». Nel circolo sportivo, spiega poi il direttore generale del Salaria Sport Village Stefano Morandi, «lavorano a vario titolo di contratto circa 200 dipendenti, in tutte le aree. Tutti ci auguriamo che la magistratura faccia piena luce al più presto su tutta la vicenda, in quanto teniamo al nostro posto di lavoro». COSA SCRIVE IL GIORNALE DI FRANCESCA Ha conosciuto Guido Bertolaso al centro estetico del Salaria Sport Village. E gli ha fatto solo «massaggi rilassanti decontratturanti» per la cervicale. Sono alcuni dei passaggi del verbale di Francesca, la fisioterapista al centro delle intercettazioni, raccolto dagli avvocati del capo della Protezione Civile e pubblicato dal Giornale. «Sono dipendente del Salaria Sport Village da circa due anni e qualcosa» risponde agli avvocati Francesca, 43 anni, ricoverata in ospedale per un intervento chirurgico. «Sono un'estetista qualificata, specializzata alla scuola di estetica moderna di Roma, riconosciuta dalla Regione Lazio. Ho ottenuto il diploma con il massimo dei voti». E il capo della protezione civile, dice Francesca nelle dichiarazioni riportate anche dal Corriere della Sera, «cercava proprio me perchè sono specializzata in 15 tipi diversi di massaggio. Il dottore soffre da tempo per una contrazione delle vertebre della colonna ed è afflitto anche dalla cervicale. Quelli sono i massaggi che mi chiedeva, e solo quelli...». Solo rapporti «di natura professionale - ribadisce anche nel verbale - e non l'ho mai frequentato al di fuori del centro estetico». Tra l'altro, precisa, «le cabine dove si effettuano i massaggi hanno una porta scorrevole senza serratura, che anche chiuse lasciano sempre uno spiraglio di visibilità». «Questa storia falsa - si legge ancora sul Corriere - mi ha distrutta. Ma voglio reagire, voglio che mi venga restituita al più presto la mia dignità». "MAI APPUNTAMENTI CON MONICA" «Non conosco tale signora nè ci sono stati mai con lei appuntamenti di qualsiasi genere». Così il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, attraverso il suo avvocato Filippo Dinacci, ribadisce di non avere alcun legame con la brasiliana Monica, chiamata in causa dalla Procura di Firenze come la donna che avrebbe avuto prestazioni sessuali con lui all'interno del Salario Sport Village di Roma. E proprio in merito alle notizie apparse oggi su alcuni giornali, secondo cui la donna sarebbe stata ascoltata dai carabinieri, confermando di avere incontrato il capo della Protezione Civile, l'avvocato Dinacci sottolinea che «se qualcuno ha reso diverse dichiarazioni davanti all'autorità giudiziaria, fermo restando la massima fiducia nella magistratura, se ne assumerà la responsabilità». «In ogni caso - conclude il legale - sorprende la grande attenzione che certa stampa riserva a temi del tutto ininfluenti ai fini del processo». DOMANI DECISIONI SU ARRESTATI È attesa per domani, al massimo dopodomani, secondo quanto si è appreso, la decisione del gip di Firenze Rosario Lupo sulle istanze di scarcerazione presentate dai legali di almeno tre dei quattro arrestati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti: Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola e Diego Anemone. Domani il gip dovrebbe acquisire il parere dei pubblici ministeri e quindi pronunciarsi sul punto. I tre indagati sono tutti detenuti a Roma (il quarto Fabio De Santis è invece recluso a Milano) e sono usciti dall' isolamento. Alcuni di loro, come Balducci, hanno incontrato i propri difensori e fornito indicazioni per l'acquisizione di documenti da loro ritenuti utili per la difesa. LETTA: "MAI PROTEZIONE CIVILE PRIVATA" «Anche io mi arrabbierei se qualcuno pensasse di trasformare la protezione civile in società privata, ma non è così e chi lo dice non dice il vero. La protezione civile è e rimane un Dipartimento della presidenza del Consiglio con le sue strutture, le sue funzioni e le sue regole che restano pubbliche». Lo ha affermato Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio rispondendo ad una domanda in proposito al termine della visita del Papa all'ostello della Caritas alla Stazione Termini di Roma. Letta ha quindi ribadito che Bertolaso potrà continuare a lavorare con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e con lo stesso impegno. «Con il decreto si era solo pensato di dotare la protezione civile di uno strumento ulteriore, aggiuntivo, che le consentisse - ha spiegato Letta - di operare, in determinate circostanze, con maggiore flessibilità ed efficacia». « Sono personalmente convinto - ha aggiunto - che come in tutti questi anni nelle emergenze drammatiche e 'nei grandi eventì ha operato con successo senza questo ulteriore strumento, la Protezione civile di Bertolaso potrà tranquillamente continuare a farlo con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e lo stesso impegno. Questi sì- ha concluso - sono i veri strumenti del successo». BERLUSCONI, WEEKEND BLINDATO Week-end blindato per Silvio Berlusconi a Villa Certosa. Arrivato ieri mattina, alle 11:30, all'aeroporto di Olbia a bordo dell'Airbus 319 bianco griffato Repubblica Italiana, decollato da Ciampino, il presidente del Consiglio e ripartito oggi con lo stesso aereo alle 16:25, senza mai uscire dalla residenza di Porto Rotondo. La pioggia e il freddo, che stamattina hanno fatto da padroni in Gallura dopo la bella giornata di ieri, hanno evidentemente sconsigliato al premier di uscire di casa, così come non ce stata alcuna gita in barca, come si ipotizzava ieri. Solo qualche passeggiata nel parco della villa che s'affaccia sul mare di Punta Lada e poi tanto lavoro al telefono per il capo del Governo, alle prese in questi giorni con il caso Bertolaso. Tra l'altro Porto Rotondo non è distante da La Maddalena, teatro dei presunti illeciti commessi per i lavori del G8 (poi trasferito all'Aquila) sui cui indaga la Procura di Firenze. Nell'isola si vive con apprensione per il timore che questa inchiesta possa cancellare eventi internazionali già programmati, come la Luis Vuitton Cup di vela, in calendario tra maggio e giugno nel cristallino mare dell'arcipelago. Proprio la vicinanza tra Villa Certosa e la Maddalena aveva fatto anche ipotizzare una visita del premier nella sede inizialmente scelta per il G8 del 2009. Così non è stato. Berlusconi ha preferito trascorrere il week-end in tutto relax, in vista dei prossimi appuntamenti che lo vedranno impegnato nella campagna elettorale per le amministrative. A Villa Certosa il Cavaliere era giunto ieri, per la sua prima trasferta sarda del 2010 e anche la prima dopo l'aggressione subita a Milano, il 13 dicembre scorso, quando venne colpito e ferito al volto. Era dal 29 ottobre scorso - quasi quattro mesi fa - che Berlusconi non tornava nella sua storica residenza estiva. Anche allora trascorse la domenica in casa dopo aver partecipato, il giorno prima, ad un convegno organizzato dall'Enac ad Olbia. Blindato, come sempre, l'accesso a Villa Certosa, inavvicinabile per curiosi e giornalisti, presidiato dalle pattuglie dei Carabinieri della Stazione di Porto Rotondo e via mare dalle motovedette dell'Arma. Nella nota località turistica - ma praticamente vuota fuori stagione - nessuno oggi ha visto il premier. Deserta la famosa Piazzetta, con tutte le attività commerciali chiuse, solo qualche bar rimane aperto anche d'inverno. «Berlusconi? Questa volta non si è fatto vedere, con questa pioggia poi... - commenta il titolare di un bar del borgo, non distante da Punta Lada - ma lo aspettiamo la prossima estate».
La Francia vara la cyber-scuola
Mentre in Italia molte scuole sono ferme alla lavagna e al gessetto, sul tavolo del primo ministro francese c'è una proposta che portebbe consentire ai cugini d'Oltralpe passi da gigante sul piano della multimedialità e del sapere informatico, a cominciare sin dai bambini delle elementari. Una cyber-scuola che parte dagli strumenti di base, dall'insegnamento obbligatorio dell'uso delle tastiere ai ...(continua)
«Faccio una scuola per i giovani contro la politica ridotta a mestiere»
Veltroni: Bersani non può fare da solo. E il Pd non è nato per avere Casini premier
CARNEVALE, VENEZIA INVASA. RONALDO SHOW A RIO -FOTO
È stata una notte di allegra follia, come sempre quando è Carnevale. La grande festa popolare che ogni anno scuote (e 'paralizzà) il Brasile si sta celebrando anche quest'anno e nelle due maggiori metropoli del paese, Rio de Janeiro e San Paolo, è in corso la sfilata delle scuole di samba per il titolo di campione del Carnevale carioca e paulista. A San Paolo ha sfilato, tra le altre, la scuola fondata da 'Gavioes da Fiel', il gruppo di ultrà del Corinthians che da anni hanno allargato la loro attività al Carnevale creando un gruppo di samba fra i più apprezzati. Il tema della sfilata della Fiel, all'alba di oggi, è stato il centenario del Corinthians, e non potevano quindi mancare gli eroi del 'Timaò di ieri e di oggi. Così su uno dei carri della scuola ha sfilato un emozionato Ronaldo, ma hanno fatto la loro parte anche l'allenatore Mano Menezes e i giocatori Dentinho, Felipe, Jorge Henrique William, Edu, Iarley ed Elias (ex obiettivo di mercato della Lazio) che per una notte hanno dimenticato gli impegni del campionato paulista e hanno pensato soltanto a festeggiare. Sfilata anche per alcuni grandi 'corinthianì del passato, come Socrates e Biro Biro, in un clima d'incredibile allegria popolare irriproducibile in qualsiasi altra parte del mondo. «È stata una grande emozione, e prima di sfilare ero molto ansioso - ha detto Ronaldo dopo la 'performancè carnevalesca -. Nel samba non sono certo un fenomeno, accenno appena qualche passo. Però il mio e quello dei miei compagni è stato un omaggio al Corinthians, che se lo meritava. Ora vorrei dare il mio contributo affinchè il Corinthians ottenga un'altra cosa che merita da tempo: la Coppa Libertadores. L'EX DI SENNA AL CARNEVALE Adriana Galisteu, l'ex fidanzata del pilota di Formula 1, Ayrton Senna, (il compianto tre volte campione del mondo), sfilerà con il pancione stasera nella prima notte del Carnevale di Rio. La bionda, che ora è presentatrice della televisione brasiliana, è infatti incinta di quattro mesi del suo primo figlio. «È molta allegria - ha detto la Galisteu, che sarà accompagnata per tutto il »sambodromo« di Oscar Niemeyer da due medici - Mia madre Emma non voleva che io sfilassi, ma ci sono stati già casi di donne incinte, come Luiza Brunet, che hanno sfilato nel Carnevale carioca e si sono dimostrate all'altezza e bellissime». La Galisteu aspetta il suo primo figlio dallo stilista di moda, Alexandre Iodice, che la accompagnerà nella sua performance per la scuola di samba, Unidos da Tijuca. «Sfilerò per il quindicesimo anno consecutivo nel Carnevale di Rio - ha concluso - Ballerò samba per tutti gli ottanta minuti della sfilata allegorica. E pensare che io sono paulista e non di Rio. E che poi sono con il pancione: ma non sono mica malata». CENTOMILA A VENEZIA Il Carnevale di Venezia ha superato nel pomeriggio quota 100 mila arrivi. Secondo i dati diffusa dalla centrale operativa della Polizia municipale, sono transitati per i varchi Ztl 297 autobus, mentre ne sono parcheggiati 400 a Punta Sabbioni; oltre 2500 invece gli arrivi con automobili ai vari parcheggi di Venezia-Piazzale Roma, Tronchetto, Fusina; si registrano inoltre 105 arrivi in camper. Actv ha reso noto che, fino alle 16 sono state eseguite 11.300 transazioni negli approdi principali di ingresso alla città. La Centrale operativa della Polizia municipale stima che siano non meno di 100 mila gli arrivi in centro storico. Il grande afflusso di persone ha reso necessario istituire, in vari momenti, i sensi unici pedonali,soprattutto nella zona delle Mercerie, a Santi Apostoli, a San Zulian. Il ponte della Libertà che congiunge la terraferma a Venezia è stato chiuso poco dopo le 12.40 dalla polizia municipale lagunare. Il provvedimento si è reso necessario per il grande afflusso di autovetture e pullman verso Venezia che ha causato, già da qualche ora, l'esaurimento dei posti auto nei parcheggi di Piazzale Roma e Tronchetto. Si stima che le presenza al Carnevale veneziano possano oggi superare le centomila persone.
Docente precaria fa strage a scuola
NEW YORK
Le hanno rifiutato la cattedra di biologia e ad Amy Bishop, la brillante specialista in neurologia laureata al prestigioso ateneo di Harvard, sono saltati i nervi: ha provocato una strage. La donna ha preso un fucile e ha sparato contro i suoi colleghi uccidendone tre, ferendone due gravemente e colpendo, ma in maniera meno grave, anche un dipendente dell'Ateneo.
È successo all' ...(continua)
Le hanno rifiutato la cattedra di biologia e ad Amy Bishop, la brillante specialista in neurologia laureata al prestigioso ateneo di Harvard, sono saltati i nervi: ha provocato una strage. La donna ha preso un fucile e ha sparato contro i suoi colleghi uccidendone tre, ferendone due gravemente e colpendo, ma in maniera meno grave, anche un dipendente dell'Ateneo.
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Rignano Flaminio, tutti a giudizio i 5 imputati per gli abusi sui bimbi della scuola materna
Il processo a Tivoli il prossimo 27 maggio. Alla sbarra le maestre dell'asilo Olga Rovere, Marisa Pucci, Silvana Magalotti Patrizia Del Meglio e il marito, il produttore televisivo, Gianfranco Scancarello. A giudizio anche la bidella Cristina Lunerdì
Rignano Flaminio, tutti a giudizio i 5 imputati per gli abusi sui bimbi della scuola materna
Secondo l'accusa tra il 2005-2006 sarebbero stati narcotizzati poi violentati in una villa mentre un uomo filmava tutto Archiviate le posizioni del benzinaio De Silva e dell'insegnante, Assunta Pisani. Si sono costituite parte civile 19 famiglie
(15:24 12/02/2010)
Rignano Flaminio, tutti a giudizio i 5 imputati per gli abusi sui bimbi della scuola materna
Secondo l'accusa tra il 2005-2006 sarebbero stati narcotizzati poi violentati in una villa mentre un uomo filmava tutto Archiviate le posizioni del benzinaio De Silva e dell'insegnante, Assunta Pisani. Si sono costituite parte civile 19 famiglie
(15:24 12/02/2010)
PRONTI I DECRETI ATTUATIVI DELLA RIFORMA SCOLASTICA
Secondo fonti sindacali dovrebbero essere pubblicati nella giornata di oggi gli attesi decreti attuativi della riforma della secondaria superiore, di cui ad oggi sono stati resi noti solo i profili, i quadri orario e le tabelle di confluenza: i regolamenti, in questi giorni passati al vaglio del Mef per la dovuta verifica di attuazione dei risparmi previsti dalla legge 133/08, permetteranno di chiarire come si andrà di fatto a realizzare nell'ambito di ogni istituto e tipologia di corso la riforma approvata la scorsa settimana dal Cdm. La definizione ufficiale dei decreti attuativi, contenente anche importanti riferimenti normativi, permetterà di sbloccare l'emanazione del relativo Dpr e gli ultimi 'passaggi' prima dell'approdo della legge in gazzetta ufficiale. Il Miur ha confermato che appena emanati i regolamenti verrà avviata una comunicazione dettagliata alle scuole per facilitare la comprensione della riforma (in particolare agli studenti di terza media, che dovranno prendere una decisione sui corsi da scegliere entro il 26 marzo) attraverso una serie di slides, delle brochure e un sussidio via internet. Malgrado le rassicurazioni di viale Terastevere, il sindacato Flc della Cgil ha fatto sapere, attraverso una nota, che "nella scuola secondaria per effetto dei regolamenti" si determinerà certamente "una situazione di caos". Un taglio di 25.600 insegnanti a fronte di un aumento complessivo di circa 5.000 studenti. Sono alcuni dei dati emersi dal primo incontro sul personale docente per il prossimo anno scolastico (2010-2011) svoltosi tra sindacati e tecnici del ministero dell'Istruzione. Due nuovi appuntamenti sono stati già fissati per il 23 febbraio e per il 4 marzo, per approfondire la questione degli organici (deve essere ancora definita la suddivisione dei tagli, previsti dalla legge 133, fra i diversi gradi di istruzione) e per gestire le novità introdotte con la riforma delle superiori. A questo proposito è stato comunicato ai sindacati che i testi dei regolamenti, dopo un'ulteriore fase di concertazione con il ministero dell'Economia, sono definitivi e in via di inoltro alla presidenza della Repubblica che emanerà formalmente il Dpr per inviarlo alla registrazione della Corte dei Conti. Il ministero ha fornito ai sindacati una proiezione approssimativa della situazione del prossimo anno scolastico basata su dati non definitivi delle iscrizioni degli alunni. Nella primaria si prevede una crescita da 7.000 a 12.000 alunni rispetto all'anno precedente (viene confermato il numero delle attuali classi a tempo pieno), nella scuola secondaria di primo grado (ex medie) si stima un incremento di circa 17.000 alunni (derivanti da un incremento nelle prime di circa 23.000 alunni e da un calo nelle altre di circa 6.000), nella scuola secondaria di secondo grado si prevede un calo stimato tra i 16.000 e i 24.000 alunni, nella scuola dell'infanzia i 590 posti in più concessi quest'anno in organico di fatto saranno recepiti nell'organico di diritto mentre per il sostegno si completerà l'incremento dell'organico di diritto di circa 4.800 posti previsto dalla Finanziaria 2008. I problemi più seri riguardano, secondo quanto riferito dai sindacati, le superiori per le quali i dirigenti del ministero hanno fornito soltanto alcune indicazioni in merito ai criteri che saranno adottati per i quadri orario delle classi intermedie (seconde, terze e quarte) dei tecnici e dei professionali: divisione paritetica delle ore oggetto di riduzione tra discipline generali e quelle d'indirizzo, a partire da quelle con almeno 4 ore settimanali; interventi solo sulle classi che non creano esubero provinciale. I dirigenti di viale Trastevere, sempre secondo quanto hanno riferito i sindacati al termine dell'incontro, hanno annunciato per i prossimi giorni l'apertura di un tavolo di confronto per risolvere i problemi che si presenteranno per la riconversione del personale docente che risulterà in esubero provinciale (corsi di riconversione o di formazione e le possibili confluenze delle nuove discipline nelle classi di concorso attualmente esistenti).

