Italia: nel 2023 aumentano valore aggiunto e occupazione nel sistema produttivo culturale e creativo

La filiera culturale e creativa in Italia ha raggiunto  una dimensione industriale rilevante. Grazie alla loro relazione con la manifattura hanno dato vita a una delle più forti identità produttive del mondo, il Made in Italy, un motore dell’economia italiana.
All’interno della filiera culturale operano quasi 284mila imprese (+3,1%) e oltre 33mila organizzazioni non-profit, che impiegano 22.700 lavoratori tra dipendenti, interinali ed esterni.

Nel 2023 è cresciuta sia per valore aggiunto (104,3 miliardi di euro, +5,5% vs 2022) sia per numero di occupati (1.550.068 lavoratori, +3,2%).
Ma il ‘peso’ della cultura e della creatività è maggiore della ricchezza derivante dalle sole attività che ne fanno parte. In maniera diretta o indiretta, cultura e creatività generano complessivamente un valore aggiunto per circa 296,9 miliardi.

Maggiore ricchezza da Software e Videogiochi

Emerge dal rapporto ‘Io Sono Cultura’, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte.
Le dinamiche della produzione nazionale dei settori culturali e creativi mostra la crescita continua del comparto Software e Videogiochi, il maggiore generatore di ricchezza della filiera (16,7 miliardi di valore aggiunto, +10,5%) e di posti di lavoro (oltre 16mila, +8,7%).

Seconda, Editoria e Stampa (11,5 miliardi, +2,7% e più di 196mila addetti, +0,7%), seguita da Architettura e Design (8,6 miliardi, +6,6%), derivati soprattutto dalle società più strutturate e di maggiori dimensioni.

Cresce il ruolo dei giovani, ma sono precari

Anche nel campo della valorizzazione del Patrimonio storico e artistico l’occupazione, il 3,7% sull’intero sistema culturale, continua a crescere (+6,9%) recuperando parzialmente le perdite di posti di lavoro registrate dopo il 2019.
Lombardia e Lazio sono le regioni che producono più ricchezza con la cultura, mentre Calabria (+10,1% valore aggiunto, +6,8% occupazione) e Sardegna (+9,4%, +6,5%) quelle con la crescita più forte rispetto al 2022
Milano è prima per valore aggiunto e occupazione, seguita da Roma, Torino, e Trieste.

Cresce poi il ruolo dei giovani in tutti i settori culturali e sia nella produzione sia nella fruizione.  Emerge però una certa precarietà, concentrata in specifici comparti, con quote di lavoratori con contratto a termine rilevanti nelle Performing Arts e Arti Visive (30,8%), attività di valorizzazione del patrimonio storico e artistico (23,9%).

AI e digitale ridefiniscono contenuti e fruizione

La commistione tra cultura e digitale avanza in tutti i settori, con un ruolo centrale dei social network (TikTok, Instagram) nella veicolazione dei contenuti, la definizione del successo e l’abbassamento dell’età media di fruitori e protagonisti della filiera culturale e creativa.
L’innovazione digitale non interessa solo la fruizione, ma anche la produzione dei contenuti, e molti settori sono alle prese con le prime sperimentazioni dell’AI nei processi creativi.

Oltre ai videogiochi, in cui tecniche di machine learning sono ampiamente utilizzate, l’AI sta ridefinendo il mondo del design o dell’architettura, ma anche della comunicazione e della pubblicità.
Più lenta, invece, la penetrazione nell’audiovisivo, musica, radio, e quasi del tutto assente nell’arte, che preferisce tecniche consolidate e di più facile posizionamento.

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