Italiani e qualità della vita: perché aumenta il livello di insoddisfazione?
Gli italiani sono contenti della propria vita? Così così, e comunque meno di qualche mese fa. Il 2024 registra infatti un leggero passo indietro sul fronte del benessere soggettivo.
Secondo l’indagine annuale dell’Istat sugli Aspetti della vita quotidiana, la percentuale di italiani che assegna un punteggio alto (tra 8 e 10) alla propria soddisfazione generale si attesta al 46,3%, in lieve calo rispetto al 46,6% dell’anno precedente. Un dato che segnala una stagnazione emotiva dopo i segnali di ripresa post-pandemia.
Vita quotidiana: calano le vere “gioie”
Le rilevazioni Istat evidenziano una flessione diffusa anche nei giudizi riferiti a specifiche aree della vita. In particolare, la soddisfazione per le relazioni familiari scende all’87,9%, mentre quella verso le amicizie si ferma al 79,7%. Ma il calo più netto riguarda il tempo libero, che passa dal 68,1% al 66,3%. Segnali, questi, che mostrano un clima di crescente fatica nelle dinamiche personali e relazionali.
Anche la salute viene vissuta con minor entusiasmo: solo il 78,5% si dichiara soddisfatto, con un calo di oltre un punto percentuale.
Economia e lavoro: aumenta la sensazione di incertezza
Dal punto di vista economico e lavorativo, la fotografia dell’Istat mostra tinte spente. La soddisfazione legata alla propria condizione economica cala al 57,6%, mentre quella riferita al lavoro scivola al 77,6%. Migliora, seppur lievemente, la percezione sulla situazione economica generale: diminuisce la percentuale di famiglie che segnalano un peggioramento (dal 34% al 29,6%).
Fiducia sociale ai minimi: solo uno su cinque si fida
Preoccupa anche il dato relativo alla fiducia verso gli altri: nel 2024 solo il 22,5% degli italiani afferma di fidarsi del prossimo, in discesa di oltre due punti rispetto all’anno precedente. Un indice che misura indirettamente la qualità del tessuto sociale.
Giovani più positivi, anziani più critici
A livello demografico, si conferma la maggiore soddisfazione tra i giovani: nella fascia 14-17 anni oltre il 60% assegna un voto alto alla propria vita. All’opposto, tra gli over 75 la quota scende drasticamente al 40,1%. Interessante l’aumento dell’insoddisfazione tra i 25-34enni, con il 12,2% che valuta negativamente la propria situazione, contro il 9,8% dell’anno precedente.
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