I sogni difficili, ma profondi, della Generazione Alpha
C’è un’intera generazione che cresce tra la scuola, i social e un mondo in continua trasformazione. È la Generazione Alpha, i nati dopo il 2010, protagonisti della nuova ricerca firmata Henkel Italia e Eumetra, intitolata “I sogni ad ostacoli della Generazione Alpha”.
L’indagine fa parte dell’Osservatorio Genere e Stereotipi 2025 e prova a capire come i più giovani guardino al futuro: con entusiasmo, sì, ma anche con qualche timore, specie quando si parla di parità.
Ragazze e ragazzi tra fiducia e timori
I dati, letti con calma, raccontano una gioventù viva e curiosa. Il 44% delle ragazze e il 39% dei ragazzi dichiara di avere sogni ambiziosi, progetti grandi, a volte più grandi di loro. A sostenerli, in molti casi, c’è la famiglia: oltre il 70% dice di sentirsi incoraggiato.
Eppure la fiducia non è la stessa per tutti. Tra i ragazzi, il 78% crede di poter lasciare un segno; tra le ragazze, il dato scende al 70%. E solo il 16% delle ragazze pensa davvero di potercela fare, contro il 21% dei coetanei maschi.
Il nodo resta quello delle discriminazioni: il 28% delle ragazze teme penalizzazioni legate al genere e il 31% vede nella maternità un potenziale ostacolo. Molte lo dicono apertamente: vedono le proprie madri dividersi tra lavoro e casa, mentre i padri — pur più presenti — non affrontano la stessa fatica quotidiana.
I modelli? Restano in famiglia
Una sorpresa emerge chiara: i ragazzi non si riconoscono negli influencer. Il 70% degli adulti pensa che siano loro a dettare le mode, ma solo il 2% dei giovani li cita come esempio da seguire.
I veri modelli restano mamma e papà, figure concrete, capaci di ispirare con il loro modo di vivere, più che con le parole.
Media, linguaggio e voglia di verità
La Generazione Alpha guarda i media con occhio critico. L’84% delle ragazze e l’81% dei ragazzi nota come le donne vengano ancora scelte per la bellezza, e come la maschilità venga raccontata solo attraverso forza e successo.
Anche sul linguaggio, chiedono sincerità: meno artifici, più sostanza. Non servono simboli nuovi, dicono, se poi il rispetto resta solo sulla carta.
Ascoltare per cambiare davvero
Per Eumetra, che segue l’Osservatorio fin dall’inizio, questa ricerca è un tassello importante per capire dove stiamo andando come società.
Ascoltare i ragazzi significa accettare le loro domande, anche quando scomode, e imparare da loro un modo nuovo di pensare alla parità.
Un impegno che si traduce anche nel rinnovo della Certificazione per la Parità di Genere, che l’istituto ha appena confermato: un segno concreto di coerenza, ma anche la prova che un futuro più equo è possibile — a patto di crederci davvero.
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