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Malfunzionamenti e avarie tech influenzano la vita degli italiani

I malfunzionamenti tecnologici hanno un impatto sulla vita quotidiana degli utenti italiani, ma anche le videochiamate possono essere fonte di stress.
Da un sondaggio condotto da Honor su un campione di 1000 italiani emerge che il 72% degli intervistati sostiene di avere avuto a che fare con un ‘tech failure’ almeno una volta nel corso della propria vita. Soprattutto in ambito lavorativo. E il 45% teme che gli errori della tecnologia possano mettere a rischio eventi importanti della vita. 

La batteria dello smartphone scarica, la chiamata accidentale e la rottura dello schermo del telefonino sono i rischi tech più temuti. E condizionano le scelte di acquisto dei dispositivi.

Quali sono gli “errori tecnologici” più temuti?

Secondo i risultati del sondaggio, il 36% degli intervistati vede nella batteria degli smartphone uno dei ‘pericoli’ principali. Tanto che secondo l’82% delle persone la batteria del telefono è una delle caratteristiche fondamentali che indirizzano la scelta di acquisto di un dispositivo.

Tra gli ‘errori tecnologici’ più comuni lo smartphone si annoverano poi le chiamate accidentali a qualcuno in cui può incorrere, indicata dal 26% degli intervistati, dimenticare a casa il caricabatterie quando si parte, una preoccupazione per il 23%, e la rottura dello schermo del telefono, potenziale problema che affligge il 19% del campione.

L’ansia da videochiamata: quando la call genera stress

Le videochiamate sembrano rappresentare un’altra grande fonte di stress per gli italiani. Infatti, il 48% degli intervistati ammette di essere in ansia quando spegne il microfono o la telecamera durante una call di lavoro importante.

Metà di questi ultimi ha perfino confessato di avere detto o fatto qualcosa di imbarazzante durante una videochiamata quando pensava di non essere visto o ascoltato.

Gestire la quotidianità senza preoccupazioni significa poter contare sull’affidabilità del dispositivo

Sempre secondo il sondaggio condotto dalla società cinese impegnata nello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti elettronici, emerge come più della metà del campione intervistato sia disposto a spendere di più per poter disporre di un dispositivo quanto più durevole possibile. E che al contempo garantisca accesso a tecnologie affidabili che permettano di gestire la quotidianità senza preoccupazioni.

“Le persone devono poter contare sulla tecnologia, il nostro Honor Magic V3 può essere un valido alleato grazie alla lunga durata della batteria, a prestazioni eccellenti, e a una resistenza di alto livello”, ha dichiarato Roger Liyun, General Manager di Honor Italia.

Turismo: aumentano gli stranieri, +14%. Ed è boom affitti brevi

È quanto emerge da uno studio condotto da Eurispes e coordinato dal direttore dell’Osservatorio sulle politiche fiscali. In Italia il turismo estero è in forte espansione, tanto che le presenze di visitatori internazionali sono aumentate del 14% rispetto al 2023, e nei primi due mesi del 2024 la spesa dei turisti stranieri è cresciuta del 20%. E solo ad agosto gli arrivi di vacanzieri provenienti dall’estero sono stati pari a circa 40 milioni, per un giro d’affari di oltre 6 miliardi e mezzo di euro.

Quanto agli affitti brevi, a Firenze nel 2023 la piattaforma Airbnb ha versato nelle casse comunali della città circa un milione al mese di imposta. Ma l’overtourism, l’altra faccia della medaglia, è diventato un fenomeno ormai complesso e difficile da controllare.

Venezia è seconda al mondo per overtourism

Nella graduatoria delle mete urbane internazionali più colpite dall’overtourism, basata sul numero di notti trascorse nel 2023 da visitatori domestici e stranieri per chilometro quadrato, Venezia è al 2° posto e Roma al 13°.
Per affrontare questo fenomeno la strada della penalizzazione tout court degli affitti turistici può portare poco lontano. Le soluzioni, anche in termini di leva fiscale, devono avvenire nell’ambito di una cornice nazionale.

Che la materia meriti ben altra disciplina lo dimostrano anche i numeri del comparto, dove, ad esempio, solo a Firenze gli affitti brevi hanno un giro d’affari di circa 2 miliardi, con un flusso annuale in termini di tassa di soggiorno di circa70 milioni di euro.
Moltiplicando questi numeri per tutte le realtà italiane si potrebbe coprire più di una Finanziaria.

Affitti brevi: 57 milioni di notti prenotate

Nel suo complesso il settore degli affitti brevi nel 2023 ha registrato 57 milioni di notti prenotate, con un fatturato di 7,7 miliardi. Prima per fatturato la Toscana, seguita da Lazio e Lombardia.
La Capitale è il Comune con più alloggi disponibili (22.080), ed è seconda dopo Parigi per numero di notti prenotate attraverso Airbnb, Booking.com, Tripadvisor ed Expedia Group, con 11.768 milioni di prenotazioni nel 2023.
Insieme a Firenze e Napoli, Roma ha poi registrato il maggiore aumento delle tariffe rispetto al 2019 (oltre 60%), anche se è a Venezia che la tariffa media giornaliera è più alta (209,63 euro). 

Milano invece segna il maggior aumento dell’offerta per affitti brevi nel passaggio dal 2022 al 2023 (+48%), mentre la prima Regione per sistemazioni di questo tipo è la Toscana (108mila).

Hotel: l’affiliazione estera riduce il gettito

Nel 2023 il settore alberghiero ha generato 30,5 miliardi di euro di ricavi, di cui 18,3 miliardi relativi a strutture in affiliazione a società estere, con valore delle fee pagate all’affiliante pari ad almeno 2,7 miliardi (15% del fatturato), tassati prevalentemente all’estero.

Il gettito fiscale perso è dunque stimabile in almeno un miliardo di euro l’anno. Ugualmente, le prenotazioni tramite Online Travel Agencies (quasi tutte estere) generano fee che riducono ulteriormente il gettito fiscale in Italia di circa un altro miliardo l’anno.

Vacanze estive, 7 milioni di italiani in ferie a giugno

Quest’anno, circa sette milioni di italiani hanno scelto di andare in vacanza a giugno, spinti dal ritorno del caldo, soprattutto al Sud. Secondo un’analisi Coldiretti/Ixe’, il fine settimana che coincide con la chiusura delle scuole segna l’inizio ufficiale della stagione delle ferie.

Mare e campagna le mete preferite

Il mare rimane la destinazione preferita, ma quest’anno si registra un incremento del 20% dei turisti che scelgono la campagna. In particolare, gli agriturismi stanno vedendo una crescita significativa delle prenotazioni. Lo rivela un recente monitoraggio di Terranostra Campagna Amica.

Le quasi 26.000 strutture agrituristiche italiane offrono molto più dei tradizionali servizi di alloggio e ristorazione. Oltre 6.000 aziende propongono degustazioni, mentre 13.000 offrono attività ricreative, sportive e culturali. Queste includono il wellness, l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking e il pilates. Gli ospiti possono anche partecipare a percorsi archeologici e naturalistici, degustazioni e corsi di cucina, nonché vivere momenti importanti dei cicli stagionali delle produzioni agricole, come la trebbiatura del grano e la raccolta della frutta.

Il turismo esperienziale

Il turismo esperienziale, che valorizza le relazioni con il territorio e i suoi residenti, sta diventando un elemento centrale nelle scelte dei viaggiatori. La cucina tradizionale e le esperienze enogastronomiche sono tra i motivi principali che spingono le persone a scegliere gli agriturismi. Dominga Cotarella, presidente di Terranostra Campagna Amica, spiega che l’agriturismo offre una vacanza completa che combina passione per il cibo e la natura con attività e hobby. Questo settore, grazie al percorso di qualità intrapreso, offre anche cammini a cavallo, in bicicletta o a piedi, permettendo di scoprire territori meno conosciuti.

Una formula che piace

L’anno scorso, gli agriturismi hanno raggiunto e superato il record storico di arrivi e presenze, con oltre 4 milioni di arrivi e 15,5 milioni di presenze. Per l’estate 2024, si prevede un ulteriore incremento di ospiti, sia italiani sia stranieri. Già da maggio, con una forte presenza di stranieri, e poi a giugno con la domanda interna, l’alta stagione agrituristica è entrata nel vivo nel segno dell’ottimismo.

Giugno, perchè sì

Le vacanze a giugno offrono tranquillità e prezzi accessibili. Il boom degli agriturismi conferma la tendenza a scegliere i mesi meno affollati per scoprire l’Italia minore, dalle aree naturalistiche ai piccoli borghi. Inoltre, le partenze “fuori stagione” sono ideali per visitare le principali località turistiche senza affrontare le folle di agosto. Le tariffe per pernottamenti e servizi sono mediamente più basse del 15-25% rispetto all’alta stagione, anche se il caro ombrelloni per il mare rappresenta una delle criticità dell’estate 2024.

Intelligenza Artificiale in Sanità: cosa ne pensano gli italiani?

Poco più di sei italiani su dieci sono favorevoli all’uso dell’Intelligenza Artificiale (AI) in ambito sanitario, secondo l’indagine condotta dall’EngageMinds Hub – Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica, campus di Cremona. Questi dati, riporta Agi, rivelano che l’88% degli intervistati vorrebbe utilizzare l’IA per semplificare il linguaggio dei referti, l’86% come supporto al medico per diagnosi più precise e l’80% per definire terapie farmacologiche adeguate. Quasi sei italiani su dieci considererebbero l’IA anche come strumento per autoanalisi. Tuttavia, il rapporto evidenzia un rischio: per sette italiani su dieci, l’uso dell’AI potrebbe comportare una perdita di relazione e contatto diretto con il medico.

Più favorevole chi abita al Sud e nelle isole

Gli italiani sembrano mostrare una buona accoglienza verso questa tecnologia innovativa, soprattutto quelli provenienti dal Sud e dalle isole (68%), orientati politicamente al centro (67%) e con fiducia nel Sistema Sanitario Nazionale (74%) e nelle istituzioni (77%). Inoltre, riferisce Agi, coloro che comprendono il ruolo della scienza nella società (71%), sono inclini alla ricerca di informazioni (71%) e attribuiscono importanza alla salute (67%) si mostrano favorevoli all’utilizzo dell’IA. Al contrario, chi si oppone all’IA proviene principalmente dal Nord-Est (57%) e non si schiera politicamente (49%).

IA fondamentale per la medicina moderna

Guendalina Graffigna, direttrice di EngageMinds Hub, afferma che l’IA sta diventando un elemento cruciale per il progresso nella medicina moderna, offrendo soluzioni innovative per le sfide sanitarie contemporanee.

I vantaggi delle tecnologie digitali in Sanità

Gli intervistati ritengono che l’adozione delle tecnologie digitali in campo sanitario porterà a miglioramenti nelle cartelle cliniche elettroniche, prenotazioni online e gestione delle malattie attraverso apposite apparecchiature. Inoltre, si prevede che ciò migliorerà l’accessibilità ai servizi sanitari, ridurrà lo spreco di carta e coinvolgerà maggiormente i pazienti.

E i rischi associati all’IA?  

Nonostante l’entusiasmo per le potenzialità dell’IA in ambito sanitario, gli italiani esprimono preoccupazioni riguardo alla perdita di contatto umano con i medici, possibili difficoltà nell’uso delle tecnologie digitali e preoccupazioni per la gestione dei dati sensibili. Graffigna sottolinea l’importanza di affrontare queste preoccupazioni con trasparenza e comunicazione efficace, puntando al coinvolgimento attivo dei pazienti nel percorso di cura.

Quanto costa generare notizie false con l’IA? Un esperimento lo rivela

E’ possibile creare un sito di notizie false con un investimento decisamente low budget? Assolutamente sì, grazie alle nuove tecnologie e in particolare con gli strumenti offerti dall’Intelligenza Artificiale. La scoperta – e la successiva messa in pratica di questo progetto – si deve a un incredibile esperimento condotto da Jack Brewster, redattore di Newsguard.

In poco tempo e con una manciata di dollari, il giornalista ha messo in piedi un vero e proprio generatore di fake news. Un fatto grave, anche perchè negli Stati Uniti si avvicina il delicato momento delle elezioni politiche.

100 dollari per produrre fake news

Il giornalista, riferisce Ansa, ha dimostrato che è possibile creare un sito di notizie locali faziose e false con poco più di 100 dollari, utilizzando esclusivamente l’intelligenza artificiale. Oltre al redattore, anche Newsguard, un’organizzazione internazionale che valuta l’affidabilità dei siti di notizie, aveva già lanciato un allarme dopo aver individuato circa 800 siti di notizie completamente generati dall’IA. Questi siti sono noti come ‘newsbot’, e vengono attivati in vista delle elezioni.

L’esperimento di Brewster

Con soli 105 dollari, Brewster ha assunto uno sviluppatore freelance per creare un sito di notizie basato sull’IA, progettato per produrre articoli politicamente distorti. Il sito, chiamato Buckeye State Press, è stato progettato nello stile di un tradizionale giornale dell’Ohio, con un focus sulla copertura delle notizie politiche dello stato.

Notizie generate in autonomia

In soli due giorni, lo sviluppatore ha programmato Buckeye State Press affinché generasse autonomamente articoli di notizie sull’Ohio, utilizzando strumenti come ChatGPT di OpenAI. L’IA è stata incaricata di produrre notizie che inizialmente favorivano lo sfidante repubblicano Bernie Moreno e successivamente il democratico in carica Sherrod Brown.

I risultati sono “stupefacenti”

I risultati dell’esperimento sono stati definiti “stupefacenti”. In particolare, l’esperimento ha rivelato la facilità con cui è possibile diffondere notizie false e distorte utilizzando l’IA. Questo solleva gravi preoccupazioni riguardo alla manipolazione dell’opinione pubblica e alla diffusione di informazioni fuorvianti, soprattutto in contesti politici delicati come le elezioni. In particolare, la prova ha evidenziato la necessità di norme di vigilanza e di regolamentazione più strette per contrastare la diffusione di informazioni false e potenzialmente pericolose.

Contenuti digitali: quanto e come li vivono gli italiani?

Fa parte della nostra normale quotidianità: ogni giorno, ci troviamo immersi in un flusso continuo di intrattenimento e informazione attraverso gli infiniti device a nostra disposizione. Smartphone, computer portatili, smart TV, tablet e molti altri dispositivi fanno parte integrante della nostra vita, con una media di utilizzo di 5,3 dispositivi per persona. Questo scenario, tra l’altro in continua evoluzione, richiede un’attenzione particolare al modo in cui i consumatori fruiscono dei contenuti digitali e alle loro abitudini di spesa, al fine di indirizzare in modo più efficace le attività di marketing.

Un’analisi approfondita con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

A questo proposito, BVA Doxa ha presentato le sue ricerche alla seconda edizione di IAB Showcase, un evento che ha riunito oltre 1000 partecipanti tra brand e centri media. L’analisi, condotta in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, ha offerto una fotografia dettagliata del mercato italiano dei contenuti digitali, includendo numeri, tendenze e valutazioni iniziali degli italiani riguardo ai contenuti generati dall’Intelligenza Artificiale.

Le tendenze chiave dei consumi digitali

La ricerca ha evidenziato diverse tendenze significative, che segnano il nostro presente e sicuramente il nostro immediato futuro. Per quanto riguarda la fruizione die contenuti digitali nel tempo libero, i social vincono a mani basse.  Sono la fonte principale di contenuti, seguiti da informazioni e notizie. La scelta dei contenuti è influenzata principalmente da anteprime, eventi, cataloghi delle piattaforme e opinioni personali. Un altro dato da tenere d’occhio è la spesa dei consumatori per i contenuti digitali: dal 2018 è in costante crescita, con il 77% degli utenti che fruisce di almeno un contenuto a pagamento.
E la percezione della pubblicità? Quella all’interno dei contenuti è percepita dalla maggioranza dei consumatori come una distrazione. Tuttavia, i contenuti a pagamento sono associati a una qualità superiore. Alcuni utenti accettano la pubblicità a condizione che sia profilata sui loro interessi.

Qual è il sentiment in merito ai contenuti generati dall’AI?

Solo una minoranza degli italiani ha già usufruito di contenuti “sintetici”, ovvero prodotti con Intelligenza Artificiale. Questo dato, però, è in crescita soprattutto nella GenZ. Le opinioni sui contenuti dell’AI sono diversificate. In generale emergono preoccupazioni riguardanti la trasparenza, la veridicità delle notizie e l’etica.
In conclusione, il panorama dei contenuti digitali in Italia è in continua evoluzione, con una crescente attenzione verso la qualità, la personalizzazione e l’etica nella produzione e nella fruizione dei contenuti.

Caro affitti, stipendi e qualità della vita: l’Italia perde nella classifica europea

In Italia si vive davvero bene? In linea generale sì, ma ci sono degli aspetti che ci fanno scivolare in basso nella classifica rispetto agli altri paesi europei. In particolare, su questa graduatoria di “benessere” incide il costo degli affitti. Che nel nostro Paese sono altissimi, almeno in relazione al livello degli stipendi. I dati sono il frutto dell’Indice di Vivibilità di N26, la banca online, un’analisi finalizzata a individuare i Paesi europei con la migliore qualità della vita.
Lo studio si concentra sull’impatto dei costi, in particolare degli affitti, sulle modalità di spesa e risparmio dei cittadini dell’Ue, influenzando l’attrattività di un Paese.

Italia: fanalino di coda per costo degli affitti

Secondo i dati N26, l’Italia si trova all’ultimo posto in Europa per la spesa media mensile destinata all’affitto. Con oltre il 52% dello stipendio che viene risucchiato dal canone, l’Italia si trova in una posizione “scomoda”. In nessun altro Paese europeo la percentuale di incidenza dell’affitto sul salario è così elevata. Questo impatto è particolarmente rilevante anche perchè gli stipendi italiani, purtroppo, sono tra i più bassi in Europa.

Città italiane, dove si spende di più?

L’Italia è cara, dunque. Ma quali sono i capoluoghi dove si spende di più per vivere? Firenze è la città più costosa, con una media mensile di affitto che tocca i 1.806 euro, con picchi di 2.200 euro nel centro storico. Segue a ruota Milano con una media di 1.674 euro al mese, ma che si rivela la più cara per gli affitti in centro città: circa 2.838 euro mensili. Roma, terza in classifica, ha un costo medio per un bilocale di 1.200 euro, e si colloca sotto la media nazionale. 

Il confronto con gli altri paesi europei

L’Italia è dunque in fondo alla classifica, ma Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito la seguono a breve distanza. In Spagna, la percentuale di stipendio destinata all’affitto è del 45%, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito è del 37%. Il Belgio si posiziona al primo posto di questa classifica: a Bruxelles solo il 18% dello stipendio se ne va in affitto, che comunque per un bilocale si attesta a 800 euro mensili.

C’entra anche il livello di “felicità”

L’Indice si basa su 12 paesi europei selezionati per appeal per la ricollocazione, numero di abitanti e stabilità economica. Le classifiche sono determinate considerando le spese medie per l’energia nel 2023, gli aumenti salariali medi dal 2022 al 2023, la densità di popolazione al 16 luglio 2023 e i livelli di felicità medi negli anni 2020-2022. I paesi più in alto nella classifica possono vantare spese energetiche più basse, aumenti salariali più elevati, densità di popolazione minore e livelli di felicità più alti. Nel caso si volesse cambiare residenza, è un’indicazione utile.

Social media, i profili attivi hanno raggiunto quota 5 miliardi

Dai primi segnali, il 2024 è iniziato con tutte le premesse per essere un anno eccezionale per il settore digitale, in particolare i social. A rivelarlo è un recente studio, il Global Digital Report, frutto della collaborazione tra We Are Social e Meltwater. Questo rapporto, che rappresenta la più grande raccolta di dati mai realizzata, offre un’analisi dettagliata di trend, insight e novità nel mondo digital.

Highlights del 2024

Il report delinea alcune tendenze rilevanti, ma la più importante è sicuramente quella riferita all’utilizzo dei social media. In particolare, si registra un forte aumento degli user,  una crescita del tempo trascorso online e un cambiamento nella piattaforma di social media “preferita” a livello globale. Questo trend ha portato anche a un calo dell’audience televisiva e a maggior investimenti pubblicitari sulle piattaforme digitali, in particolare TikTok. Questi sono solo alcuni dei punti salienti del report che fornisce dati aggiornati su ciò che le persone stanno facendo su internet, sui social, sui loro dispositivi e sulle piattaforme di shopping online.

Il 62% della popolazione è sui social 

Tra i dati più eclatanti emersi dall’analisi spicca il numero di utenti registrati sulle piattaforme social. Il report evidenzia il superamento della soglia dei 5 miliardi di profili attivi sui social media: una cifra che corrisponde a oltre il 62% della popolazione mondiale. Questo numero è aumentato di 266 milioni nell’ultimo anno, con una crescita annua del 5,6%. Nell’arco dei 12 mesi appena trascorsi, sono stati 8,4 al secondo i nuovi utenti sui social. Inoltre, a inizio 2024 il numero di utenti unici da mobile ammonta a 5,61 miliardi, pari al 69,4% della popolazione mondiale.

Aumenta il tempo trascorso online 

Contrariamente alle previsioni di un cambiamento di abitudini nell’uso della tecnologia, i dati attuali indicano un aumento del tempo trascorso online. L’utente medio di Internet resta connesso in media 6 ore e 40 minuti al giorno, con un incremento di 4 minuti rispetto all’anno precedente. “Tempi lunghi” anche quelli destinati all’utilizzo dei social: l’utente medio vi trascorre 2 ore e 23 minuti al giorno, anche se questa cifra è inferiore di 8 minuti a quella dell’anno precedente.

In conclusione, il 2024 si preannuncia come un anno in cui l’attività digitale e l’uso dei social media continueranno a crescere, influenzando il modo in cui le persone trascorrono il loro tempo.

Spesa sanitaria: verso il 9% del Pil nel 2050

La contrazione del tasso di fertilità e il progressivo aumento dell’età media sono alla base della nuova struttura demografica dell’Italia. Nel 2050, quando ci saranno 58,5 milioni di italiani, 2,4 milioni in meno rispetto a quelli attuali, un cittadino su tre sarà over-65. E su questa fascia di popolazione si concentrerà oltre il 70% della spesa sanitaria pubblica rispetto al 60% attuale.

Il nostro Sistema Sanitario Nazionale si trova quindi a rincorrere affannosamente l’aumento dei bisogni di salute e assistenza in un quadro di riduzione dei cittadini in età attiva, principali contribuenti della spesa sanitaria pubblica.
In pratica, dagli attuali 5.886 euro a carico di ciascun lavoratore la spesa sanitaria passerebbe a 11.151 euro nel 2050. Emerge dal 18° rapporto “Meridiano Sanità”, di The European House – Ambrosetti. 

“Una visione unitaria di demografia, economia e salute”

Per soddisfare i crescenti bisogni di salute e assistenza, la spesa sanitaria pubblica nel 2050 dovrebbe raggiungere 211,3 miliardi di euro, a prezzi correnti, rispetto agli attuali 134,7 (+56,9%).

Ma senza politiche attive per il mercato del lavoro il numero di occupati diminuirà del 17,2%, a 19 milioni.
“Per garantire la tenuta del sistema sanitario e, più in generale di welfare, servono una strategia e una visione unitaria di demografia, economia e salute”, commenta Valerio De Molli, Managing Partner e ceo The European House.
È perciò necessario avviare un dibattito sul finanziamento della sanità, che dovrebbe basarsi su una concreta integrazione tra pubblico e privato.

Emergenza personale medico e infermieristico

Per rispondere all’aumento della domanda di salute, e salvaguardare il SSN, seconda ‘impresa’ dopo la scuola per numero di addetti, si devono risolvere al più presto alcune questioni aperte, a partire dall’emergenza del personale sanitario.

Le carenze più significative riguardano ii Medici di Medicina Generale, nei quali il ricambio generazionale è in ritardo, e dagli infermieri, che hanno un limitato riconoscimento economico e professionale rispetto ai colleghi europei. Con 6,2 infermieri per 1.000 abitanti l’Italia ha la metà degli infermieri della Germania rispetto alla popolazione (12 per 1.000 abitanti), Paese in cui le retribuzioni sono superiori al 30% rispetto al nostro Paese.

PNRR e riforma dell’assistenza territoriale

Emerge poi la necessità di accelerare la Riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR (Missione 6 ‘Salute’).
Grazie anche al rafforzamento di sistemi informativi, telemedicina e dati, a cui il PNRR destina oltre 4 miliardi di euro, la collaborazione tra MMG, farmacisti e altri professionisti delle cure primarie, rappresenta la via maestra per offrire ai pazienti un’assistenza continuativa e di prossimità.
La rete dell’assistenza rappresenta solo una componente dell’ecosistema della salute, sistema che unisce e mette in comunicazione la componente industriale privata con quella prevalentemente pubblica della rete di assistenza e ricerca. Un ecosistema e un asset strategico su cui investire, anche per aumentare la competitività del Paese e rilanciarne la crescita.

Marketing influencer: un’audience come quella della tv

Sono milioni gli italiani che possono essere raggiunti dai messaggi dei creator in maniera diretta e immediata. Se il 76% della popolazione tra 16 e 65 anni segue almeno un influencer, in pratica, 28 milioni di persone, coloro che ne seguono più di due sono 21 milioni, mentre un quinto dei nostri connazionali segue mediamente addirittura 11 o più influencer pro capite.

In questo caso, si parla di 7 milioni di persone. Insomma, si tratta di una audience paragonabile a quella della tv.
È quanto emerge dall’Osservatorio InSIdE (aka influencer, stories, identities and evolutions) dedicato all’Influencer marketing, progetto di Pulse Advertising, l’agenzia internazionale di influencer marketing, social media management e paid advertising.

I canali social sono uno strumento di comunicazione vero e proprio

“In Italia questo bacino di utenti non è ancora considerato in modo adeguato dalle aziende che comunicano – afferma Paola Nannelli, Executive Director di Pulse Advertising e ideatrice dell’Osservatorio Inside -. Social media e influencer marketing devono diventare centrali nel media mix dei brand”.
Oggi i canali social sono uno strumento di comunicazione vero e proprio, e danno spazio a ogni tipo di messaggio.

La potenza dei messaggi non premia solo i content creator che hanno centinaia di migliaia di follower. La rete ‘social’ ha infatti accorciato le distanze e ha convinto tanti professionisti, prima semplici fruitori, a diventare content creator.

Tanti professionisti si sono trasformati in content creator

Di fatto, spesso tanti professionisti si sono ‘trasformati’ in veri e propri influencer del settore di riferimento, dall’esperto di elettrodomestici all’esperto di fisco, o attività bancarie, o ancora, immobiliare, solo per citare alcune esempi di content creator.

Di fatto, se gestiti in modo efficace i social network permettono anche a piccole realtà di intercettare direttamente un bacino molto ampio di utenti ‘profilati’, proprio quegli stessi utenti che a tutti gli effetti sono potenziali clienti.

TikTok, Instagram, Facebook: ogni generazione ha il suo social

Dal survey emerge poi una tendenza ancora valida. I social network seguiti cambiano a seconda dell’età degli utenti.
Se la Gen Z ama Youtube, Instagram e Tiktok, i Millenials passano più tempo su Instagram, Telegram e Facebook. Quest’ultimo, riporta Askanews, rimane in assoluto il medium preferito dalla Gen X e dai Millenials in particolare.

L’affezione a uno o più canali è influenzata anche dalla capacità di gestire funzioni e tool di terze parti per la creazione di contenuti e per l’interazione con altri utenti.
Tanto che i social più evoluti, come TikTok ad esempio, mettono in difficoltà chi non è nativo digitale, oppure digitalmente evoluto.