L’olio extravergine di oliva fa bene alla salute: lo dice la scienza
L’olio extravergine di oliva fa bene, anzi benissimo. Lo rivela uno studio promosso dalla Fondazione ETS – Istituto Nutrizionale Carapelli, che ha approfondito i meccanismi genetici alla base degli effetti salutistici dell’olio extra vergine di oliva (Evo). La ricerca ha evidenziato come le diete ricche di olio Evo ad alto contenuto di polifenoli, tipiche della dieta mediterranea, contribuiscano a un profilo metabolico più sano, migliorando il controllo glicemico e riducendo il rischio di patologie come il diabete e l’obesità.
D’altro canti, ha fatto scoprire che molti consumatori italiani, soprattutto quelli più giovani, non conoscono i benefici di questo alimento e ne consumano quantità insufficienti.
L’educazione alimentare deve essere una priorità
Secondo una survey dell’Istituto Nutrizionale Carapelli, il 46% degli italiani non è informato sui benefici dell’olio Evo, e il 35% ne utilizza meno di due cucchiai al giorno, contro i 3-4 consigliati dagli esperti. Questo deficit di conoscenza, più marcato tra i giovani under 25, evidenzia la necessità di promuovere una cultura alimentare basata sulla scienza. Durante la conferenza è stato ribadito che l’educazione alimentare deve partire dalle scuole e coinvolgere anche i medici di base, i primi interlocutori della salute quotidiana.
L’importanza dei polifenoli
Un approfondimento durante l’evento ha riguardato i polifenoli, composti antiossidanti presenti nell’olio Evo. Nonostante i loro benefici siano riconosciuti dalla scienza, oltre il 24% degli italiani non sa cosa siano, con punte del 50% tra i giovani.
La scarsa comprensione dei claim salutistici autorizzati, come “I polifenoli proteggono i lipidi ematici dallo stress ossidativo”, sottolinea la necessità di rendere le informazioni più accessibili attraverso etichette chiare e campagne di sensibilizzazione.
Un futuro basato sulla prevenzione
Il convegno ha riunito esperti di università italiane e rappresentanti delle istituzioni, come l’On. Letizia Moratti, per sottolineare il ruolo dell’olio Evo non solo come alimento d’eccellenza ma anche come pilastro della prevenzione. Gli interventi hanno evidenziato l’importanza di integrare la scienza nella comunicazione e di promuovere un consumo consapevole attraverso il coinvolgimento di scuole, medici e industrie alimentari.
Un tesoro della dieta mediterranea
L’olio extra vergine di oliva rappresenta un tesoro della dieta mediterranea, capace di influire positivamente sulla salute e sulla qualità della vita. Promuovere la conoscenza dei suoi benefici è essenziale per garantire una popolazione più sana e consapevole. Il lavoro dell’Istituto Nutrizionale Carapelli si inserisce in questa direzione, mirando a trasformare la prevenzione in un pilastro culturale per il benessere di tutte le generazioni.
Malfunzionamenti e avarie tech influenzano la vita degli italiani
I malfunzionamenti tecnologici hanno un impatto sulla vita quotidiana degli utenti italiani, ma anche le videochiamate possono essere fonte di stress.
Da un sondaggio condotto da Honor su un campione di 1000 italiani emerge che il 72% degli intervistati sostiene di avere avuto a che fare con un ‘tech failure’ almeno una volta nel corso della propria vita. Soprattutto in ambito lavorativo. E il 45% teme che gli errori della tecnologia possano mettere a rischio eventi importanti della vita.
La batteria dello smartphone scarica, la chiamata accidentale e la rottura dello schermo del telefonino sono i rischi tech più temuti. E condizionano le scelte di acquisto dei dispositivi.
Quali sono gli “errori tecnologici” più temuti?
Secondo i risultati del sondaggio, il 36% degli intervistati vede nella batteria degli smartphone uno dei ‘pericoli’ principali. Tanto che secondo l’82% delle persone la batteria del telefono è una delle caratteristiche fondamentali che indirizzano la scelta di acquisto di un dispositivo.
Tra gli ‘errori tecnologici’ più comuni lo smartphone si annoverano poi le chiamate accidentali a qualcuno in cui può incorrere, indicata dal 26% degli intervistati, dimenticare a casa il caricabatterie quando si parte, una preoccupazione per il 23%, e la rottura dello schermo del telefono, potenziale problema che affligge il 19% del campione.
L’ansia da videochiamata: quando la call genera stress
Le videochiamate sembrano rappresentare un’altra grande fonte di stress per gli italiani. Infatti, il 48% degli intervistati ammette di essere in ansia quando spegne il microfono o la telecamera durante una call di lavoro importante.
Metà di questi ultimi ha perfino confessato di avere detto o fatto qualcosa di imbarazzante durante una videochiamata quando pensava di non essere visto o ascoltato.
Gestire la quotidianità senza preoccupazioni significa poter contare sull’affidabilità del dispositivo
Sempre secondo il sondaggio condotto dalla società cinese impegnata nello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti elettronici, emerge come più della metà del campione intervistato sia disposto a spendere di più per poter disporre di un dispositivo quanto più durevole possibile. E che al contempo garantisca accesso a tecnologie affidabili che permettano di gestire la quotidianità senza preoccupazioni.
“Le persone devono poter contare sulla tecnologia, il nostro Honor Magic V3 può essere un valido alleato grazie alla lunga durata della batteria, a prestazioni eccellenti, e a una resistenza di alto livello”, ha dichiarato Roger Liyun, General Manager di Honor Italia.
Web reputation, quanto “pesa” quando si cerca lavoro?
Oggi, la reputazione online gioca un ruolo cruciale per chi cerca lavoro. La maggior parte dei responsabili delle risorse umane e dei recruiter consulta il profilo digitale di un candidato prima di prenderlo in considerazione per una posizione, utilizzando la rete per ottenere un quadro più completo e affidabile. Risulta quindi essenziale, per chi cerca lavoro, curare attentamente la propria web reputation.
Una survey per capirne di più
Un’indagine condotta da Orienta, agenzia per il lavoro, a settembre 2024 su un campione di circa 12mila utenti LinkedIn, ha analizzato quanto le persone siano consapevoli dell’importanza della propria reputazione online in ambito lavorativo.
La survey, composta da otto domande a risposta chiusa, ha approfondito la conoscenza del concetto di web reputation, il suo valore per aziende e candidati, i principali rischi e le modalità per costruire un’immagine online positiva.
Consapevolezza e costruzione dell’immagine online
Dalla ricerca emerge che il 50% degli utenti di Orienta conosce il concetto di web reputation, mentre il restante 50% non ne è informato. Per il 61% degli intervistati, una buona reputazione online è utile per attirare l’attenzione delle aziende, mentre il 24% la considera rilevante per costruire una buona immagine generale.
Quanto alle modalità per crearsi una reputazione positiva, il 36% ritiene che l’interazione online sia fondamentale, mentre il 34% preferisce pubblicare contenuti di valore; per il 21% sono i feedback positivi da parte di altri a costruire una reputazione forte.
Rischi e precauzioni in tema web reputation
Sul fronte dei rischi, gli intervistati segnalano alcune azioni da evitare per proteggere la propria immagine: il 30% evita discussioni sui social, il 23% esclude post “compromettenti” e il 29% ritiene essenziale evitare foto potenzialmente dannose. Il 44% vede nell’appropriazione dei propri dati e immagini un rischio importante, seguito dalla diffusione di fake news (28%) e dall’eventualità di trasmettere una cattiva impressione di sé (28%).
Inoltre, il 75% degli utenti preferisce mantenere privati i propri dati personali, in particolare informazioni sullo stato di salute (46%), opinioni politiche o religiose (19%).
I limiti e la tutela della privacy
Giuseppe Biazzo, amministratore delegato di Orienta, sottolinea che “viviamo in una società sempre più connessa, dove la reputazione è ormai anche online, con vantaggi e rischi”. Biazzo evidenzia l’importanza di una gestione attenta della web reputation per fini lavorativi, ma avverte anche dei pericoli di autocensura e possibili discriminazioni, auspicando un contesto digitale equilibrato e rispettoso delle libertà individuali.
E-Waste Day 2024: dove buttare il vecchio smartphone?
Ogni anno, il 14 ottobre, si celebra la Giornata Internazionale dei Rifiuti Elettronici. Questo evento di sensibilizzazione, avviato dal WEEE Forum e dai suoi membri, mira a sottolineare l’importanza della gestione formale e responsabile dei rifiuti elettronici, i cosiddetti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), e le soluzioni disponibili per ogni cittadino all’interno della propria comunità.
In particolare, gli RAEE R4 comprendono piccoli prodotti elettronici di uso quotidiano, come smartphone, computer, auricolari e chiavette USB. Con il rapido avanzamento della tecnologia, la gestione appropriata di questi rifiuti è fondamentale per ridurre l’impatto ambientale e promuovere una società più sostenibile.
Grazie agli sforzi di sensibilizzazione ambientale dei consorzi, gli italiani mostrano sempre più attenzione alla gestione dei prodotti elettronici a fine vita. Ecolight è il consorzio che rappresenta produttori, importatori e distributori di apparecchi elettrici ed elettronici (AEE).
I rifiuti elettronici crescono 5 volte i tassi di raccolta e riciclo
L’ultimo rapporto globale sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche dell’ONU riporta che nel 2022 sono stati generati a livello globale 62 miliardi di kg di rifiuti elettronici.
In pratica, l’equivalente di circa 1,55 milioni di camion carichi di rifiuti elettronici allineati lungo l’equatore terrestre.
Il rapporto prevede che la quantità di rifiuti elettronici salirà a 82 miliardi di kg entro il 2030, mentre attualmente la crescita dei rifiuti elettronici avviene a un ritmo cinque volte più veloce rispetto ai tassi di raccolta del riciclo formale dal 2010.
Gli apparecchi R4 sono considerati rifiuti speciali
Nei primi otto mesi del 2024, la raccolta di RAEE R4 da parte di Ecolight è aumentata del 2%, raggiungendo quasi 10mila tonnellate. A livello nazionale, il totale ha superato le 53.800 tonnellate.
Ecolight ha redatto una guida pratica per il corretto conferimento dei RAEE, con particolare attenzione ai dispositivi appartenenti al raggruppamento R4.
Si tratta di cinque semplici passi per smaltire correttamente i rifiuti elettronici.
Anzitutto, è bene ricordare che gli apparecchi elettronici R4 sono considerati rifiuti speciali e non devono essere gettati nei rifiuti indifferenziati. È fondamentale portarli ai centri di raccolta autorizzati.
Utilizzare eco-isole e centri di raccolta
Informarsi sui centri di raccolta RAEE nel proprio comune è essenziale per garantire il corretto smaltimento. Oppure, optare per il ritiro presso i negozi. I rivenditori sono obbligati a ritirare gratuitamente il vecchio apparecchio al momento dell’acquisto di un dispositivo equivalente, facilitando così il processo di smaltimento.
Dove possibile, rimuovere le batterie. Prima di smaltire il dispositivo è infatti consigliabile rimuovere le batterie e smaltirle negli appositi contenitori dedicati, in quanto richiedono un trattamento separato.
L’ultimo consiglio è quello di considerare la riparazione o il riutilizzo dell’apparecchio. Se un dispositivo è ancora funzionante, sarebbe opportuno valutare la riparazione o la donazione anziché buttarlo.
Prestiti personali: nei primi 9 mesi del 2024 tassi a meno 3%
Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, dopo due anni di aumenti i tassi disponibili online sono tornati a scendere: nei primi 9 mesi del 2024 il calo è stato di circa il 3%.
Insomma, i taglio del costo del denaro da parte della BCE sta avendo effetti positivi.
“A differenza di quello dei mutui, il settore del credito al consumo tende a muoversi in modo meno marcato e con tempistiche dilatate rispetto alle decisioni della BCE; nonostante questo, però, il calo generale del costo del denaro sta avendo i primi effetti positivi anche sul fronte dei prestiti personali”, spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it.
L’esigenza di liquidità è la prima motivazione di un prestito
Nei primi 9 mesi del 2024 chi ha presentato domanda a una società di credito ha puntato a ottenere, in media, poco più di 10.300 euro da restituire in 5 anni.
Quanto alle ragioni per cui gli italiani chiedono un prestito personale emerge che, al primo posto, c’è l’esigenza di liquidità, indicata da quasi 1 richiedente su 3 (32%). Seguono le domande per l’acquisto di auto usate (18%) e per il consolidamento debiti (15%).
Rispetto allo scorso anno, è aumentato il peso percentuale delle richieste di prestiti personali per la ristrutturazione della casa (+7%), per pagare le spese mediche (+9%) e per il consolidamento debiti (+4%).
Ogni fascia di età ha una diversa esigenza
In media, chi ha chiesto un prestito personale fra gennaio e settembre 2024 aveva, all’atto della firma, 43 anni e mezzo, ma le motivazioni per cui ci si rivolge a una società di credito cambiano notevolmente al variare dell’età:. Gli under 30, ad esempio, sono la categoria che chiede, in percentuale, più prestiti per l’acquisto di auto usate, la formazione e per viaggiare.
I richiedenti con età compresa tra 30 e 39 anni sono invece la fascia che chiede più prestiti per l’acquisto di arredamento e per sposarsi, mentre i 40-49enni sfruttano il consolidamento debiti. E gli over 60 sono quelli che chiedono, sempre in percentuale, più prestiti per le spese mediche e ristrutturare casa.
Ancora importanti le differenze tra uomini e donne
A presentare domanda di finanziamento è nella maggior parte dei casi un uomo (70%). Solo in alcune tipologie di prestito personale (ad esempio, quello per scuola e formazione) il campione femminile sale, arrivando al 45% del totale. La differenza di genere emerge anche guardando agli importi richiesti. Gli uomini puntano, in media, a ottenere prestiti personali di importo pari a 10.660 euro, il 13% in più rispetto a quanto chiesto dalle donne.
Tra le ragioni che incidono su queste differenze vi è anche una componente di natura reddituale, come confermato dai dati dell’analisi. Lo stipendio medio mensile dichiarato dagli uomini che hanno presentato domanda di finanziamento è pari a 2.438 euro, il 16% più alto rispetto a quello del campione femminile.
Italia: nel 2023 aumentano valore aggiunto e occupazione nel sistema produttivo culturale e creativo
La filiera culturale e creativa in Italia ha raggiunto una dimensione industriale rilevante. Grazie alla loro relazione con la manifattura hanno dato vita a una delle più forti identità produttive del mondo, il Made in Italy, un motore dell’economia italiana.
All’interno della filiera culturale operano quasi 284mila imprese (+3,1%) e oltre 33mila organizzazioni non-profit, che impiegano 22.700 lavoratori tra dipendenti, interinali ed esterni.
Nel 2023 è cresciuta sia per valore aggiunto (104,3 miliardi di euro, +5,5% vs 2022) sia per numero di occupati (1.550.068 lavoratori, +3,2%).
Ma il ‘peso’ della cultura e della creatività è maggiore della ricchezza derivante dalle sole attività che ne fanno parte. In maniera diretta o indiretta, cultura e creatività generano complessivamente un valore aggiunto per circa 296,9 miliardi.
Maggiore ricchezza da Software e Videogiochi
Emerge dal rapporto ‘Io Sono Cultura’, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte.
Le dinamiche della produzione nazionale dei settori culturali e creativi mostra la crescita continua del comparto Software e Videogiochi, il maggiore generatore di ricchezza della filiera (16,7 miliardi di valore aggiunto, +10,5%) e di posti di lavoro (oltre 16mila, +8,7%).
Seconda, Editoria e Stampa (11,5 miliardi, +2,7% e più di 196mila addetti, +0,7%), seguita da Architettura e Design (8,6 miliardi, +6,6%), derivati soprattutto dalle società più strutturate e di maggiori dimensioni.
Cresce il ruolo dei giovani, ma sono precari
Anche nel campo della valorizzazione del Patrimonio storico e artistico l’occupazione, il 3,7% sull’intero sistema culturale, continua a crescere (+6,9%) recuperando parzialmente le perdite di posti di lavoro registrate dopo il 2019.
Lombardia e Lazio sono le regioni che producono più ricchezza con la cultura, mentre Calabria (+10,1% valore aggiunto, +6,8% occupazione) e Sardegna (+9,4%, +6,5%) quelle con la crescita più forte rispetto al 2022
Milano è prima per valore aggiunto e occupazione, seguita da Roma, Torino, e Trieste.
Cresce poi il ruolo dei giovani in tutti i settori culturali e sia nella produzione sia nella fruizione. Emerge però una certa precarietà, concentrata in specifici comparti, con quote di lavoratori con contratto a termine rilevanti nelle Performing Arts e Arti Visive (30,8%), attività di valorizzazione del patrimonio storico e artistico (23,9%).
AI e digitale ridefiniscono contenuti e fruizione
La commistione tra cultura e digitale avanza in tutti i settori, con un ruolo centrale dei social network (TikTok, Instagram) nella veicolazione dei contenuti, la definizione del successo e l’abbassamento dell’età media di fruitori e protagonisti della filiera culturale e creativa.
L’innovazione digitale non interessa solo la fruizione, ma anche la produzione dei contenuti, e molti settori sono alle prese con le prime sperimentazioni dell’AI nei processi creativi.
Oltre ai videogiochi, in cui tecniche di machine learning sono ampiamente utilizzate, l’AI sta ridefinendo il mondo del design o dell’architettura, ma anche della comunicazione e della pubblicità.
Più lenta, invece, la penetrazione nell’audiovisivo, musica, radio, e quasi del tutto assente nell’arte, che preferisce tecniche consolidate e di più facile posizionamento.
Turismo: aumentano gli stranieri, +14%. Ed è boom affitti brevi
È quanto emerge da uno studio condotto da Eurispes e coordinato dal direttore dell’Osservatorio sulle politiche fiscali. In Italia il turismo estero è in forte espansione, tanto che le presenze di visitatori internazionali sono aumentate del 14% rispetto al 2023, e nei primi due mesi del 2024 la spesa dei turisti stranieri è cresciuta del 20%. E solo ad agosto gli arrivi di vacanzieri provenienti dall’estero sono stati pari a circa 40 milioni, per un giro d’affari di oltre 6 miliardi e mezzo di euro.
Quanto agli affitti brevi, a Firenze nel 2023 la piattaforma Airbnb ha versato nelle casse comunali della città circa un milione al mese di imposta. Ma l’overtourism, l’altra faccia della medaglia, è diventato un fenomeno ormai complesso e difficile da controllare.
Venezia è seconda al mondo per overtourism
Nella graduatoria delle mete urbane internazionali più colpite dall’overtourism, basata sul numero di notti trascorse nel 2023 da visitatori domestici e stranieri per chilometro quadrato, Venezia è al 2° posto e Roma al 13°.
Per affrontare questo fenomeno la strada della penalizzazione tout court degli affitti turistici può portare poco lontano. Le soluzioni, anche in termini di leva fiscale, devono avvenire nell’ambito di una cornice nazionale.
Che la materia meriti ben altra disciplina lo dimostrano anche i numeri del comparto, dove, ad esempio, solo a Firenze gli affitti brevi hanno un giro d’affari di circa 2 miliardi, con un flusso annuale in termini di tassa di soggiorno di circa70 milioni di euro.
Moltiplicando questi numeri per tutte le realtà italiane si potrebbe coprire più di una Finanziaria.
Affitti brevi: 57 milioni di notti prenotate
Nel suo complesso il settore degli affitti brevi nel 2023 ha registrato 57 milioni di notti prenotate, con un fatturato di 7,7 miliardi. Prima per fatturato la Toscana, seguita da Lazio e Lombardia.
La Capitale è il Comune con più alloggi disponibili (22.080), ed è seconda dopo Parigi per numero di notti prenotate attraverso Airbnb, Booking.com, Tripadvisor ed Expedia Group, con 11.768 milioni di prenotazioni nel 2023.
Insieme a Firenze e Napoli, Roma ha poi registrato il maggiore aumento delle tariffe rispetto al 2019 (oltre 60%), anche se è a Venezia che la tariffa media giornaliera è più alta (209,63 euro).
Milano invece segna il maggior aumento dell’offerta per affitti brevi nel passaggio dal 2022 al 2023 (+48%), mentre la prima Regione per sistemazioni di questo tipo è la Toscana (108mila).
Hotel: l’affiliazione estera riduce il gettito
Nel 2023 il settore alberghiero ha generato 30,5 miliardi di euro di ricavi, di cui 18,3 miliardi relativi a strutture in affiliazione a società estere, con valore delle fee pagate all’affiliante pari ad almeno 2,7 miliardi (15% del fatturato), tassati prevalentemente all’estero.
Il gettito fiscale perso è dunque stimabile in almeno un miliardo di euro l’anno. Ugualmente, le prenotazioni tramite Online Travel Agencies (quasi tutte estere) generano fee che riducono ulteriormente il gettito fiscale in Italia di circa un altro miliardo l’anno.
Estate: perché è un ottimo momento per la svolta professionale?
Nei mesi estivi, molte aziende scelgono di chiudere per la pausa e i dipendenti si godono le tanto attese vacanze. Tuttavia, mentre la città sembra fermarsi, cresce il numero di realtà che vedono in questo periodo un’opportunità per avviare processi di selezione e assumere nuove figure. Ma l’estate è davvero il momento ideale per una svolta professionale? E quali sono i potenziali vantaggi rispetto ad altre stagioni?
I vantaggi del reclutamento in estate
Secondo Marisa Mercês, Senior People Partner di Coverflex, l’estate offre molteplici vantaggi per i recruiter che cercano di coprire posizioni vacanti. “In estate, senza grandi eventi o fiere di settore e con ritmi più rilassati, si ha meno pressione. Le persone sono spesso entusiaste di cambiare lavoro dopo le vacanze, creando un contesto favorevole per il reclutamento”, spiega Mercês.
Meno concorrenza e maggiore visibilità
Durante i mesi estivi, molte aziende interrompono le attività di selezione, riducendo così la concorrenza. Questo può rappresentare un’opportunità per le aziende che decidono di investire nel reclutamento, poiché le loro offerte di lavoro possono attirare più facilmente l’attenzione dei candidati. “Pubblicare un’offerta ben strutturata è fondamentale per catturare l’interesse e comunicare chiaramente ciò che l’azienda ha da offrire”, afferma Mercês. È importante fornire una descrizione dettagliata dell’azienda, specificare le competenze richieste e delineare chiaramente le responsabilità del ruolo.
Incentivi e benefit come strumenti di attrazione
Un altro elemento chiave per attrarre talenti durante l’estate è l’offerta di incentivi competitivi. Durante il processo di selezione, è utile menzionare chiaramente la retribuzione e i benefit associati alla posizione, come buoni pasto e opzioni di welfare. “Il 96% delle persone preferirebbe che le aziende includessero informazioni sul salario nelle offerte di lavoro”, sottolinea Mercês, suggerendo di inserire anche dettagli sulla cultura aziendale e le opportunità di crescita professionale.
Più tempo da dedicare ai colloqui
Con molte aziende chiuse durante l’estate, i candidati hanno più tempo per cercare attivamente lavoro e prepararsi per i colloqui. Questo può portare a processi di selezione più rilassati ed efficaci, con candidati ben preparati e disponibili a partecipare a interviste. È essenziale, tuttavia, comunicare chiaramente tutti i passaggi del processo di assunzione per evitare malintesi e garantire un’esperienza positiva per i candidati.
Conquistare i giovani talenti
L’estate è anche un periodo in cui molti giovani neolaureati sono alla ricerca di opportunità lavorative, spesso disposti a sacrificare le vacanze per partecipare a colloqui. Le aziende possono approfittare di questa disponibilità per attrarre giovani talenti, offrendo posizioni che valorizzino competenze innovative e fresche. “È importante utilizzare un linguaggio inclusivo e concentrarsi sulle competenze necessarie, evitando ogni forma di discriminazione”, conclude Mercês.
In sintesi, l’estate può rappresentare una stagione strategica per le aziende che vogliono ampliare il proprio organico, sfruttando il minor livello di concorrenza e la disponibilità di talenti alla ricerca di nuove opportunità.
Come creare password sicure? Con lunghezza e complessità
Nel 2024 non si può più fare affidamento su credenziali fragili. Perché proteggere le password a tutela dei propri dati personali è sempre più importante.
Password deboli e banali, come ‘12345’, sono infatti vulnerabili agli attacchi degli hacker. Una password come ‘A$5tR&8kL@3m’, ad esempio, è molto più solida di ‘12345’, perché lunghezza e varietà dei caratteri proteggono le credenziali dagli attacchi brute force.
Per prima cosa, quindi, le password devono essere lunghe e complesse. Una password dovrebbe essere di almeno 12 caratteri e includere una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli speciali.
Utilizzare le frasi di accesso o passphrase
Altra soluzione efficace, le frasi di accesso, o passphrase. Si tratta di stringhe composte da parole casuali non correlate fra loro (ad esempio, ‘LuceNeveLupoAcqua). Facili da ricordare, sono difficili da indovinare, specialmente se contengono numeri e simboli.
Da evitare password comuni, come ‘password’ o ‘qwerty’, troppo facili da prevedere. Si consiglia anche di usare password uniche per ogni account, evitando assolutamente di riciclare le credenziali su più profili.
Mantenere poi aggiornati sistema operativo e software. Gli aggiornamenti spesso includono patch di sicurezza.
Non aggiornare regolarmente il software può infatti esporre il sistema ad attacchi informatici.
Attivare le notifiche di sicurezza
Le reti Wi-Fi pubbliche sono terreno fertile per gli attacchi degli hacker. Se non si può proprio fare a meno di collegarsi, non accedere a siti sensibili, come quelli bancari, quando si è connessi a una rete pubblica.
Inoltre, prestare attenzione alle notifiche che segnalano attività sospette sugli account. Se si riceve un avviso di modifica di password che non si ha richiesto, contattare quanto prima il servizio clienti del sito per aggiornare le credenziali. Attivare le notifiche di sicurezza aiuta a rilevare tempestivamente eventuali tentativi di accesso non autorizzati.
Ma utilizzare un gestore delle password è la soluzione più efficace per creare e conservare tante credenziali in un database crittografato.
Come funziona un password manager?
I password manager presentano al loro interno dei generatori di password capaci di creare credenziali complesse e casuali. In alcuni casi, offrono anche funzionalità di compilazione automatica nei moduli di login sui siti web, tramite l’utilizzo di specifiche estensioni per i browser.
Le soluzioni di maggiore qualità garantiscono anche la presenza di sistemi di backup crittografati per prevenire la perdita di dati.
Il cuore del password manager è un database crittografato che contiene tutte le password dell’utente, accessibile solo tramite una Master Password.
Sulla base di questa, viene creata una Master Key attraverso un algoritmo di derivazione come PBKDF2, utilizzato poi per crittografare e decrittografare le password.
Vacanze: i segreti per pianificare viaggi estivi alla portata di tutti
Le vacanze servono a staccare dalla routine e concedersi un momento di relax. A volte però, è necessario ridurre il tempo dedicato alle ferie per non incorrere in difficoltà economiche in seguito.
Per aiutare le famiglie a godersi le ferie senza rischiare di indebitarsi Bravo ha stilato un decalogo con consigli pratici per risparmiare in vacanza.
Prima di tutto, pianificare le vacanze con largo anticipo consente di intercettare offerte vantaggiose, confrontare i prezzi e trovare le opzioni migliori. Il risparmio infatti inizia proprio dalla pianificazione.
Ma prima di cercare destinazioni e alloggi, è fondamentale stabilire un budget realistico, che comprenda tutti i costi previsti, dalle spese principali, come alloggio, trasporti, pasti, attività e spese extra, a eventuali imprevisti.
Applicare il metodo 50-30-20, preferire date flessibili e destinazioni meno turistiche
È consigliabile anche mettere da parte dei soldi nel corso dell’anno destinati esclusivamente alle vacanze. Magari applicando il metodo del 50-30-20: il 50% del reddito per le spese necessarie, il 30% per i desideri e il 20% per risparmi e investimenti.
Essere flessibili sulle date di viaggio, poi, può aiutare a risparmiare significativamente. Evitare i periodi di alta stagione, quando i prezzi sono generalmente più elevati, può fare la differenza. E considerare destinazioni meno turistiche può risultare sicuramente più economico rispetto alle mete più ambite.
Inoltre, valutare opzioni di alloggio alternative, come case vacanze, generalmente più convenienti rispetto agli hotel tradizionali.
Pagamento dilazionato, attenzione all’uso di carte di credito ed evitare le spese superflue
Se si sceglie di prenotare attraverso agenzie di viaggio o piattaforme online, il consiglio è quello di verificare se offrono opzioni di pagamento dilazionato senza interessi, soluzione che può aiutare a distribuire i costi nel tempo. Utilizzare carte di credito e revolving però rende difficile monitorare le entrate e le uscite, aumentando il rischio di scoperti.
È consigliabile controllare periodicamente il bilancio della carta imponendosi un tetto massimo di spese, così da mantenere il saldo sempre in positivo.
Ridurre gli acquisti impulsivi o costose attività turistiche è fondamentale quando si è in viaggio. Per questo, conviene stabilire un budget anche per attività secondarie, destinando una somma massima in base alle proprie possibilità.
Assicurare il viaggio e creare un fondo di emergenza
Investire in un’assicurazione viaggio adeguata, anche se può sembrare un costo aggiuntivo, può proteggere da spese impreviste, come cancellazioni o emergenze di varia natura. Inoltre, l’assicurazione viaggio offre una copertura sanitaria, fondamentale quando si viaggia all’estero. E può anche includere la copertura per la perdita o il furto di bagagli e effetti personali, garantendo il rimborso per gli oggetti smarriti e fornendo assistenza per il recupero di documenti importanti come il passaporto.
Anche mettere da parte una somma di denaro per eventuali imprevisti. Bisogna sempre considerare una cifra ‘cuscinetto’ che permetta di partire con la mente serena. Meglio ridurre la portata della vacanza piuttosto che partire avendo con sé solo le finanze strettamente necessarie.